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Tia, cittadini rimborsati per l’Iva non dovuta

In porto la causa-pilota promossa da Federconsumatori e 7 clienti di Trenta che hanno chiesto il risarcimento per le somme ingiustamente pagate


di Luigi De Poli


TRENTO. Può dichiararsi conclusa la causa pilota istituita da Federconsumatori e da sette cittadini di Trento che hanno richiesto a Trenta, società del gruppo Dolomiti Energia, il rimborso dell’Iva ingiustamente applicata alla Tia, la tariffa di igiene ambientale: a seguito della vittoria dello scorso 6 giugno in Corte di Appello, che conferma quanto sentenziato dal Giudice di Pace nel dicembre 2012, i cittadini hanno potuto finalmente vedersi restituire i propri soldi durante la conferenza stampa tenutasi ieri nella sede della Cgil di Trento.

In materia si era precedentemente espressa anche la Corte Costituzionale, che con la sentenza n° 238 del 2009 stabiliva che la Tia, anche se definita come tariffa persino nelle circolari dell’Agenzia dell’Entrate, è a tutti gli effetti un tributo, a causa della doverosità di tale contribuzione e della mancanza di corrispettività tra pagamento e prestazioni agli utenti. Dunque, essendo la Tia anche per la Corte di Appello di Trento un tributo e non una tariffa, non si sarebbe potuto gravarlo dell’Iva, e la società Trenta si è vista costretta a rifondere gli utenti del corrispettivo ingiustamente incassato.

«Si tratta di piccole cifre prese singolarmente ma è giusto che vengano risarcite ai cittadini – afferma Pasquale De Matthaeis, presidente di Federconsumatori Trento – peccato che il giudice d’appello abbia optato per la compensazione delle spese processuali; senza l’aiuto di Federconsumatori, di fronte all’onere delle spese legali nessuno intenterebbe una causa per recuperare un paio di centinaia di euro».

«Quello che lascia l’amaro in bocca di questa faccenda – continua Ferruccio Demadonna – è che dopo una sentenza di Corte Costituzionale, solo poche imprese responsabili dello smaltimento dei rifiuti urbani si sono adeguate, nonostante molte di loro siano a partecipazione pubblica: siamo dovuti ripartire dal giudice di pace per far sì che i cittadini venissero risarciti».

L'avvocato Nadia Concer, che ha patrocinato la causa in tribunale, afferma che Trenta S.p.a. avrebbe ancora la possibilità di ricorrere in Cassazione ma al contempo ricorda che la Cassazione stessa si è già pronunciata più volte in favore degli utenti.

«Anche se la causa pilota può dichiararsi conclusa, stiamo già assistendo altri 24 abitanti di Rovereto nelle pratiche di rimborso - conclude il presidente De Matthaeis - e ricordiamo che chiunque volesse, fatture riguardanti il pagamento della Tia alla mano, può ancora inoltrare domanda di risarcimento».













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