IL FENOMENO

Test sierologico a pagamento, assalto a laboratori privati e studi medici in Trentino

Caccia agli anticorpi per Covid-19. I prezzi: da 45 a 60 euro. Chi vuole il tampone (200 euro) si può rivolgere ad una clinica di Bressanone  Un dottore: «Subissato dalle richieste». Il monito di Bordon, dg dell’Azienda sanitaria: «Attenzione, l’affidabilità di questi test è ancora limitata»

di Valentina Leone

TRENTO. Nelle farmacie non sono ancora disponibili, eppure in qualche laboratorio privato o studio medico del territorio le agende sono già piene. Diversamente, e compatibilmente con le restrizioni, basta spostarsi fuori provincia, un po’ di chilometri oltre il confine, in Veneto o in Alto Adige. Il test sierologico che dovrebbe rilevare la presenza di anticorpi per il Covid-19 è ormai sbarcato anche in Trentino. Con tanti dubbi e avvertenze da parte della comunità scientifica e delle autorità sanitarie, che invitano i cittadini ad avere pazienza e a soppesare molto bene l’affidabilità degli strumenti in circolazione. Va detto che i test si possono effettuare, chi li offre e chi vi si sottopone non sta commettendo alcun illecito ed è perfettamente in regola. Un punto, però, deve essere chiaro, ed è stato spiegato a più riprese dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti e dal direttore dell’Apss Paolo Bordon anche nei giorni scorsi: al momento non esistono patenti di immunità, e la positività agli anticorpi cosiddetti “tardivi”, ossia le IgG, non implica, ad oggi, essere protetti dal virus.

C’è però che la richiesta è ad oggi molto elevata, specie da parte di chi sta rientrando al lavoro, e i privati, ça va sans dire, si sono mossi rapidamente. Con un’offerta decisamente variegata, che implica forse qualche difficoltà di orientamento per i cittadini.

A Trento, ad esempio, il centro Progetto Salute di via Milano propone il test rapido a 45 euro, per le aziende ma anche per i privati. Risultato in 2 giorni, con una semplice puntura sul polpastrello. Spostandoci verso Riva del Garda, invece, c’è un medico che, nel suo studio privato, offre il test al prezzo di 60 euro. Sempre con puntura del polpastrello, «ma io fornisco anche una lettura del referto, che è indispensabile perché siano identificate situazioni particolari o possibili soggetti infetti, altrimenti il paziente legge dei numeri e non sa nemmeno cosa vogliano dire». Ci chiede però di rimanere anonimo, «sono subissato di richieste - racconta - e non voglio altra pubblicità, altrimenti non saprei come fare. Tanti vengono perché hanno superato la malattia e vogliono un’ulteriore conferma della guarigione, altri sperano di esser stati graziati in qualche modo dal virus e di averlo fatto senza accorgersene, o quasi». Pochissimi, però, fino ad adesso, hanno avuto sorprese in tal senso.

In Alto Adige la clinica Brixsana di Bressanone offre anche l’agognato tampone al costo di 200 euro, con tanto di cabina anti-Covid impermeabile. Con 50 euro e 15 minuti di pazienza per il risultato, però, si può fare il test rapido. Con 100 euro, invece, si effettua un’analisi sierologica con prelievo di sangue, più approfondita. Bisogna recarsi all’appuntamento con un modulo già compilato e firmato nel quale si chiedono eventuali sintomi, patologie pregresse, nome e numero del medico di base. Primo appuntamento disponibile per il prelievo: domani. In teoria, il modulo che porteremo con noi dovrebbe valere anche in caso di controlli lungo il tragitto.

«Da un mese siamo praticamente sempre pieni - spiega il direttore sanitario della clinica Alexander Gardetto - anche perché adesso tutte le ditte in riapertura vogliono il test per i loro dipendenti, e noi abbiamo una capacità di 100-130 esami al giorno. L’affidabilità è molto elevata, e presto riceveremo un nuovo test ancora più sicuro, anche se rileverà solo le IgG. L’esame che effettuiamo con prelievo di sangue è accuratissimo e il campione viene analizzato anche in un laboratorio a Innsbruck».

Altra opzione, al momento però più complessa viste le restrizioni sulla mobilità ancora in vigore, sarebbe un laboratorio privato di Feltre. Il primo slot disponibile, telefonando all’inizio del mese, è intorno al 20 maggio. Al costo di 45 euro si porta a casa un test di tipo qualitativo: chi si sottopone al prelievo potrà sapere se ha sviluppato IgM e/o IgG ma non in che misura. Se si risulta positivi, verrà avvertito direttamente il medico di base di riferimento, il quale poi dovrà valutare la situazione.

«Sono tutti test che hanno un’affidabilità ancora limitata», precisa il dottor Bordon. «Nei 5 Comuni in cui abbiamo avviato la sperimentazione, infatti, facciamo un prelievo venoso, che è già una cosa diversa. I test rapidi li abbiamo ma li usiamo esclusivamente nelle Rsa e in Pronto soccorso, e solo su pazienti sintomatici. Comprendo chi vorrebbe sentirsi psicologicamente più sicuro, ma deve essere chiaro che anche se il test segnalasse gli anticorpi della guarigione, che andrebbero comunque riscontrati e accertati, non può essere e non esiste alcun certificato di immunità».