Sul Baldo una base segreta per i «V1»

La teoria del giornalista Jouvet: nel 1944 vennero costruite rampe di lancio per i micidiali missili dell’aviazione nazista


di Flavio Rudari


AVIO. Pochi sapranno che sul monte Baldo nel periodo della seconda guerra mondiale era operativa una base segreta sperimentale per il lancio dei micidiali missili “V1”. A rilevarne il “segreto” (anche se c’è chi non crede all’esistenza della base) dopo decenni di ricerche e tenuto nascosto per oltre mezzo secolo a tutti ci ha pensato il giornalista Jean Pierre Jouvet che in passato su un quotidiano veneto a più riprese raccontò ciò che aveva scoperto nelle sue ricerche in parte aiutato all’epoca anche dal giornalista ed ex direttore della sede Rai di Bolzano Piero Agostini. E fu Agostini colloquiando con una sua collaboratrice di Merano ad apprendere di una visita compiuta da due scienziati tedeschi alla base baldense della Luftwaffe mentre il giornalista della testata veneta venne a sapere dal corrispondente locale di Malcesine di queste bombe volanti che partivano dalle alture dell’ Alpenvorland (territorio delle province di Trento, Bolzano e Belluno sottratte da Hitler all’Italia) sopra Navene presumibilmente in direzione delle valli dell’Ossolano nel bresciano. Secondo il giornalista i lavori per la costruzione degli impianti destinati al lancio dei missili iniziarono ad inizio luglio del 1944 all’indomani dell’eccidio compiuto dalle SS operativi in Alto Adige a Riva, Arco e Nago e furono gli uomini della Todt ad occuparsi delle costruzione dei baraccamenti a monte di Navene. Non mancano le testimonianze dirette della visione di queste bombe volanti che lasciavano una scia luminosissima come quella di Antonio Maniotti del ristorante “Bocca di Navene” allora 15enne e all’alpeggio a malga Pianeti o della moglie del colonello Viviani mentre nell’autunno del 1944 nel campo di Alfonso Bertoni a Cazzano cadde ed esplose un misterioso ordigno spargendo rottami ovunque che non può escludersi sia partito da un lancio riuscito male. Ma come mai si scelse il Baldo per questa base? Sull’ipotesi Jouvet ricorda come il pilota comandante von Richthofen, cugino del Barone Rosso e che con i suoi uomini contribuì a facilitate vittorie importantissime alla Wehrmacht per un lungo periodo soggiornò a Malcesine. Non fu solamente un famoso pilota ma ebbe anche un ruolo importante nella ricerca e sperimentazione di armi segrete come le V 1 ad esempio con le quali Hitler dal 1943 in poi puntava per conseguire la vittoria finale. Potrebbe essere stato lui quindi ad aver indicato come questa parte del Baldo poteva essere una zona ideale per i lanci di V 1 che si sarebbero susseguiti per più notti nel settembre 1944, prima dunque delle nevicate invernali. Verità? Fantasie? Le ricerche giornalistiche sarebbero supportate da testimonianze. Di certo c’è che nella notte del primo agosto 2008 mentre imperversava un furioso temporale la strada Graziani proprio in prossimità di Bocca Navene saltò in aria e vedendo il grande cratere è apparso chiaro che il materiale esplosivo, probabilmente innescato da un fulmine ,doveva essere stato potente e in quantità. Era depositato in qualche anfratto dall’epoca della base? Non lo sapremo mai di che materiale si trattò perché sul fatto è calato subito l’assoluto silenzio e nemmeno a distanza di tempo è seguita una dichiarazione ufficiale anche sulla base degli accertamenti effettuati dagli artificieri e dagli inquirenti.

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