giovani agricoltori

Sebastian, dal college inglese all’agriturismo in val di Fassa

L’azienda di Ghetta a Sen Jan è ricca di animali e ha grande attenzione per l’ambiente


Carlo Bridi


SAN GIOVANNI DI FASSA. Iniziamo l’anno con la bella storia di un giovane imprenditore agricolo di 35 anni, con la speranza che questo sia di augurio per un costante rinnovamento della nostra agricoltura con energie nuove, delle quali c’è un grande bisogno perché l’agricoltura appunto non vada ad esaurirsi nei settori che mostrano più sacrifici che soddisfazioni economiche, come la zootecnia.

Abbiamo appena concluso il periodo di festività natalizie e di fine d’anno che ha visto molti imprenditori agricoli rilassarsi almeno per un breve periodo. Ciò purtroppo non è stato possibile per la categoria degli allevatori e degli agrituristi la cui attività non conosce soste né a Natale, ne a Capodanno e nemmeno a Pasqua.

È questo anche il caso dell’imprenditore di Vigo di Fassa Sebastian Ghetta del quale raccontiamo la storia oggi. Si tratta di un giovane di 35 anni che ha avuto due fasi nella sua formazione: prima la scuola d’arte di Fassa e poi l’Emerson College nel Sussex vicino a Londra, dove ha conseguito il diploma di perito agrario. A fine corso, avrebbe potuto rimanere là a lavorare perché le offerte di lavoro non mancavano, ma ha preferito ritornare nella sua Valle di Fassa.

Ma perché la scelta di avviare partendo da zero un’azienda agricola-zootecnica collocata fra i 1250 e i 1300 metri di altitudine? «Per me - afferma Sebastian - è stata una scelta di vita in armonia con la natura». Nonostante i suoi studi in Inghilterra, per accedere al premio d’insediamento aziendale, ha dovuto frequentare il corso delle 600 ore organizzato dalla Fondazione Mach. «È stato utile particolarmente per la parte burocratica» precisa Sebastian. «E con il premio d’insediamento - spiega - ho aperto l’azienda. La prima attività è stata quella della coltivazione delle fragole, poi ho ampliato alle verdure e ai piccoli frutti, tutti prodotti a chilometri zero, molto apprezzate dai turisti durante il periodo estivo. Ho quindi ampliato anche alla coltivazione del grano, dell’orzo e ho cominciato a trasformare i cavoli cappucci in crauti. Non solo: le colazioni del mio agritur sono tutte fatte a base di prodotti della nostra azienda».

Sfruttando i cambiamenti climatici, dallo scorso anno Sebastian coltiva anche pomodoro in serra, patate, cavolfiori, broccoli di vario tipo, rape rosse, carote, sedano, e quest’anno è maturato anche il mais.

Nel 2017 è partita una nuova iniziativa: Ghetta ha mollato le fragole e ha aperto un locale agrituristico, con annesso allevamento di capre e pecore, due manze, parecchie galline e, cosa nuova, un allevamento di gatti. Nella decina di posti letto, offre pernottamento e piccola colazione ed è aperto tutto l’anno, anche fuori dalle stagioni turistiche. In questo periodo ovviamente e per tutto l’inverno prevede il tutto esaurito.

Molto tipiche le prime colazioni per gli ospiti, sempre a base dei prodotti dell’azienda dalle marmellate ai formaggi, alle uova. In azienda lavora anche la sorella Stephanie e la compagna Laura con cui ha avuto due figli: di 11 e 7 anni.

I progetti futuri? «Puntare sempre più alla valorizzazione dei nostri prodotti, che ormai sono una vasta gamma, vendendoli tutti a km zero, cosa apprezzata sia dai turisti che dai residenti».

Nel piccolo caseificio di famiglia Sebastian lavora mediamente 100 litri di latte al giorno, latte di vacca ma anche di capra e pecora con il quale produce diversi tipi di formaggi, dallo stagionato di capra e di pecora, al misto, alle caciotte spalmabili, allo yogurt.

«L’azienda ha una superficie complessiva di una decina di ettari in larga parte sono prati e pascoli sui quali da maggio a tutto ottobre pascolano tutti gli animali, togliendoci così parecchio lavoro in stalla nel periodo estivo che per noi è il periodo di maggior lavoro con l’agriturismo e le molte coltivazioni di ortaggi e piccoli frutti».

Alla classica domanda se ha un sogno nel cassetto, Sebastian risponde con un ragionamento che dimostra il suo carattere: «Sogno di vedere una società più giusta che sappia valorizzare al meglio ciò che ha ed è molto, anche se spesso non ce ne rendiamo conto». Ovviamente anche Sebastian non è affatto pentito della scelta, anzi è molto grato a tutti coloro che gli hanno dato una mano cominciando dai famigliari, che gli hanno trasmesso i valori fondamentali. Vista la collocazione dell’azienda, Ghetta ha una grande attenzione per l’ambiente fin da quando era bambino e ha uno stile di vita coerente. «Quando coltivavo le fragole erano bio, ma ora non ne vedo la necessità e mi lascia perplesso la pesantezza della burocrazia. In realtà non cambia nulla perché il mio modello di coltivazione è simil biologico e i nostri clienti comprano sulla fiducia. Hobby? Ho poco tempo, qualche bella sciata l’inverno e qualche bella salita con la pelle di foca».

E gli amici inglesi che ne pensano della scelta? «L’hanno apprezzata e molti di loro sono venuti a trovarmi rimanendo positivamente impressionati delle mie scelte». E il futuro come lo vede? «Con ottimismo a condizione che noi tutti operiamo con grande onestà e professionalità».
 

















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