Scuola, arriva l'albo degli insegnanti

Novità nel reclutamento: per accedervi ci sarà un test locale. Domani vertice coi sindacati


Jacopo Tomasi


TRENTO. La scuola trentina si prepara ad un'altra rivoluzione. Questa volta a cambiare radicalmente sarà il sistema di reclutamento degli insegnanti. Un tema caldo, sul quale nelle ultime settimane si è innescato un dibattito anche acceso. Finalmente, dopo una serie di voci che hanno preoccupato non poco il mondo della scuola, ieri, durante il vertice di maggioranza, il governo provinciale ha scoperto le carte. Niente chiamata diretta dei presidi, nessun concorso legato ai singoli istituti: aspetti che hanno tranquillizzato quei partiti (come Pd e Idv) che nei giorni scorsi avevano mostrato un certo nervosismo rispetto alle voci che circolavano su questi temi.

Il cambiamento rispetto al sistema attuale sarà comunque significativo. L'ipotesi che è stata presentata ieri (finalmente con una bozza scritta) prevede di attivare un albo come preselezione al concorso e dal quale si potrà pescare anche per le assunzioni a tempo determinato. Ma andiamo per gradi.

Test e albo. La prima novità è la preselezione provinciale attraverso un test logico-attitudinale (a risposta multipla) che intende verificare le capacità del candidato che ha ottenuto l'abilitazione all'insegnamento. Chi passa il test, sarà iscritto all'albo, condizione indispensabile per poter partecipare al concorso. L'iscrizione all'albo sarà gestita in una procedura separata dal concorso e questo permette di aprire l'albo con maggiore frequenza rispetto al concorso per facilitare l'ingresso dei giovani nel mondo della scuola, uno degli obiettivi principali della riforma. L'iscrizione all'albo prevede l'esclusione dalle graduatorie delle altre regioni, per ridurre il numero dei partecipanti e "scremare" in vista del concorso.

Concorso e verifica. In base al fabbisogno saranno banditi periodicamente dei concorsi per le diverse discipline, ai quali potranno partecipare coloro che sono iscritti all'albo provinciale. Il concorso sarà articolato in una prova scritta e in una prova orale. Chi lo passa sarà immesso in ruolo e dovrà insegnare almeno 5 anni in Trentino. Per garantire la continuità didattica agli studenti (altro pilastro della riforma) si vorrebbe vincolare il docente assunto in un istituto alla permanenza nello stesso per i primi 3 anni. Un'altra novità riguarda il cosiddetto "anno di prova". Per incrementare la qualità dell'insegnamento (terzo caposaldo presente nella bozza) è previsto infatti un periodo di verifica che consiste nell'assunzione con un contratto di lavoro a tempo determinato soggetto a valutazione in itinere e finale: al termine dell'anno il candidato dovrà superare una prova pratica di valutazione per avere l'indeterminato. Tornando al concorso: questo determina una graduatoria che servirà per le assunzioni a tempo indeterminato (come detto sopra), ma anche per le supplenze annuali.

Tempi e scenari. Dopo l'illustrazione di ieri alla maggioranza, la bozza sarà presentata domani ai sindacati. Sulla base delle reazioni, il governo valuterà come procedere. L'idea, comunque, sarebbe quella di partire con la preselezione ed il primo concorso già nel 2013. Le "vecchie" graduatorie per titoli, comunque, non spariranno: una percentuale decrescente (da definire) di docenti immessi in ruolo sarà pescata da qui fino ad esaurimento.













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