Sant'Apollinare ritrova la sua chiesa

Piedicastello, riapertura per Pasqua dopo sei anni di lavori



TRENTO. «È una bella soddisfazione varcare di nuovo la soglia della propria Chiesa parrocchiale, è un po' come rientrare in casa dopo tanto tempo di assenza (e voglio credere che la cosa sia vera non solo per me ma anche per voi)». Così don Piero Rattin saluta «Il Ritorno» (questo il titolo del suo intervento su un manifesto rivolto ai parrocchiani) nella chiesa di Sant'Apollinare che avverrà in occasione della Pasqua.

«La soddisfazione in questo caso si riveste di gioia e di novità - continua il parroco - che sono i tipici colori della Pasqua. Infatti, il Cristo che era morto sulla croce, non torna semplicemente a vivere: la resurrezione gli conferisce una vita tutta nuova, che non ha più i limiti di quella di prima (a distanza di 20 secoli da allora non cessa di essere vivo e presente nella nostra storia!). Nonostante che la nostra chiesa sia rimasta chiusa per restauro, noi cristiani di Piedicastello non abbiamo mai smesso di celebrare la sua Presenza».

I lavori di restauro sono finalmente conclusi, dopo sei lunghi anni. «La chiesa si rinnova, non solo nelle strutture murarie e architettoniche, ma nelle componenti umane che la tengono viva e permettono a Dio di farne volentieri la sua casa».













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