Provincia, è scontro nel palazzo 

Trento. Doveva essere un convegno sulle differenze di genere, ma si è trasformato in uno scontro senza precedenti con i contestatori buttati fuori in malo modo dalle forze dell’ordine, i relatori...


Andrea SELVA


Trento. Doveva essere un convegno sulle differenze di genere, ma si è trasformato in uno scontro senza precedenti con i contestatori buttati fuori in malo modo dalle forze dell’ordine, i relatori blindati nel palazzo e l’assessore mirko bisesti che alla fine se ne va sotto scorta: ecco la cronaca di una serata cominciata male e finita peggio. l’appuntamento era alle 18 al piano rialzato del palazzo della provincia, in una sala da 70 posti: troppo pochi per contenere un centinaio di persone che (all’esterno) attendono di entrare. all’ordine del giorno c’è un dibattito organizzato dagli assessori bisesti e segnana per fare il punto della situazione dopo che a natale la giunta provinciale ha cancellato i corsi scolastici per le pari opportunità. ma quando è ora di cominciare, la sala è già piena e non c’è spazio per le persone che attendevano all’esterno: «si sono scelti il pubblico che volevano per fare un dibattito tra di loro» accusano insegnanti, studenti e sindacalisti che comunque riescono ad entrare nel palazzo passando dal retro fino ad arrivare all’esterno della sala che ospita il convegno. apriti cielo.

Agenti in assetto da sommossa

Sul posto arrivano le forze dell’ordine con vari uomini in assetto da sommossa e una ventina di auto fuori dal palazzo. Un dirigente ordina: «Disperdetevi». Per tutta risposta il gruppo lo applaude. Alla fine parte la “carica”: qualcuno tra i ragazzi dice di aver visto pure i manganelli, di sicuro (perché lo dimostrano i video che hanno cominciato a circolare subito sui social network) ci sono spinte, grida, ragazzi che finiscono schiacciati sulle pareti del corridoio, qualcuno che viene portato via di peso e una grandissima tensione, con alcuni ragazzi di liceo e università che lamentano di essere stati malmenati. Una ragazza delle Iti - ancora minorenne - si toglie la maglia per far vedere i graffi che le sono rimasti sul braccio. Nessun fermo, non si escludono denunce.

Il palazzo blindato

Alla fine il palazzo resta blindato dalle forze dell’ordine mentre all’interno si svolge il convegno, finché Bisesti (che invece di uscire dal retro sceglie l’ingresso principale dove se ne va scortato dalle forze dell’ordine) pubblica una foto sui social network con alcuni biglietti (contro di lui) rimasti a terra: «Loro sono i democratici...» commenta l’assessore. Il consigliere provinciale Claudio Cia è stato meno diplomatico e (raccontano sempre gli studenti) se n’è uscito con un: «Democratici di m.». Arriva anche un comunicato dell’Unione degli universitari: «Un fatto vergognoso, non c’è stato confronto e poi siamo stati caricati. Sembra di essere nei peggiori incubi del ventennio». Dalzocchio (Lega): «Orgogliosi della giunta».













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