La protesta

Protesta ambientalista in Bondone, gli operatori reagiscono: «Aumento delle aree sciabili? Falso»

Domenica la passeggiata di protesta di 22 associazioni contro bacino artificiale e funivia. Paolo Torboli, presidente dell’associazione: «Noi i primi interessati alla cura del territorio»



TRENTO. "Sul monte Bondone non ci sono 22 associazioni e tantomeno ci sono associazioni che vogliono ribellarsi. Se associazioni estranee alla Montagna di Trento vogliono salire sul monte Bondone per una manifestazione di protesta allora è il monte Bondone indignato al punto dal volersi ribellare a queste associazioni". Così Paolo Torboli, il presidente dell'associazione che rappresenta gli operatori della montagna di Trento a proposito dell'annunciata passeggiata di protesta del 9 febbraio "Il Bondone si ribella" inserita nella più ampia mobilitazione "La montagna non si arrende".

"Ci inorgoglisce - insiste Torboli - che abbiano bisogno del monte Bondone per destare interesse e dare importanza alle loro azioni che diversamente non avrebbero". "Gli operatori - prosegue il presidente - sono i primi ad essere interessati alla cura del territorio, alla sua conservazione, alla sua valorizzazione, al suo abbellimento e miglioramento. Semmai avrebbero da protestare per quello che non viene fatto, per i tempi lunghissimi e le mille difficoltà a realizzare anche piccoli progetti".

Torboli rivendica per l'Associazione operatori monte Bondone la presenza al tavolo dell'Osservatorio con la Provincia, il Comune, la Forestale, le Circoscrizioni, l'Apt, il Muse e i più importanti enti locali con i quali porta avanti "progetti di salvaguardia e sviluppo del territorio", facendosi carico dell'organizzazione di eventi, fiaccolate, spettacoli pirotecnici, allestimento di luminarie, parchi giochi "sempre nell'ottica di valorizzare e rendere più attrattiva e interessante la montagna di Trento e non sicuramente con la logica da luna park".

Secondo Torboli le associazioni hanno fornito "informazioni roboanti ma non corrette come il previsto progetto di ampliamento delle aree sciabili da 87 a 283 ettari". "Nessun incremento di aree sciabili è previsto - conclude il presidente - Sono solo state allineate le definizioni di area sciabile e di area piste tra il regolamento del Comune e quelle del Pup. Il risultato è che ora sono definite aree sciabili esattamente le aree ad oggi utilizzate e non vi è alcun aumento delle stesse". 













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