Privacy degli sciatori: il Garante bloccail "Grande fratello" del Dolomiti Superski

Sospeso il servizio "daily check" che consente di ricostruire al computer i percorsi fatti sulle piste durante la giornata



BOLZANO. Il Dolomiti Superski ha momentaneamente sospeso il servizio daily check, quello grazie al quale gli utenti, collegandosi al sito internet www.dolomitisuperski.com, attraverso il codice del loro skipass potevano “ricostruire” la loro sciata, con i dati relativi al chilometraggio ed al dislivello raccolti al passaggio dagli impianti di risalita.

All’origine della sospensione una contestazione del garante della privacy: quest’uso del supporto a chip non rispetterebbe il diritto alla riservatezza degli sciatori.
 I responsabili del consorzio di impiantisti hanno ora 30 giorni di tempo per chiedere un incontro al garante, in occasione del quale contano di chiarire ogni aspetto della vicenda.

 «Il nostro è un normalissimo sistema di registrazione dei passaggi, come quelli adottati in tutto il resto del mondo», commenta il direttore del Dolomiti Superski, Franz Perathoner, che non nasconde una certa sorpresa per la contestazione arrivata dal garante. «I controlli risalgono addirittura al febbraio dell’anno scorso - spiega Perathoner -. Guardia di Finanza e garante avevano diffuso in proposito una nota, pubblicata anche dall’Alto Adige, con la quale riconoscevano la sostanziale osservanza della normativa vigente. Ci erano state chieste ulteriori delucidazioni, ma sembrava tutto in ordine. Il 7 gennaio, quasi un anno dopo, ci è invece arrivata la contestazione».

 Ma qual è, nella sostanza, l’obiezione del garante? «Sostiene che dovremmo informare gli sciatori che il loro passaggio viene registrato, ma lo abbiamo già fatto. Mi spiego: ci sono due tipi di skipass, quelli fino a sette giorni e quelli “ricaricabili”. Per questi ultimi richiediamo i dati anagrafici dell’utente, anche per applicare gli sconti per over 65 e under 16. Ma per il trattamento dei dati, facciamo firmare il consenso».

 Perathoner respinge poi la tesi che il daily check sia una sorta di Grande Fratello delle piste da sci. «Non è mica la videosorveglianza, non abbiamo l’equalizzazione geografica dello sciatore. Il tornello si apre solo se l’utente ha un certo biglietto, noi dobbiamo poter controllare se è valido. Se il daily check non si potrà più riattivare, non lo riattiveremo - conclude Perathoner -, ma vorrei sottolineare che nella stagione 2008/2009 furono 400 mila gli sciatori che se ne servirono. E dalla sospensione del servizio riceviamo 20/30 e-mail di protesta al giorno».













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