Passo Fedaia, va a fuoco la seggiovia

Rogo nella notte, distrutti anche due gatti delle nevi: danni per 2 milioni. Forse un corto circuito, ma non è escluso il dolo


di Marco Filippi


PASSO FEDAIA. Un rogo, sabato sera, ha semi-distrutto la stazione di partenza della seggiovia del Passo Fedaia, al confine tra le province di Trento e Belluno. Oltre ad aver raso al suolo il piano rialzato della struttura, le fiamme hanno tranciato la fune della seggiovia e distrutto due gatti delle nevi. Ingenti i danni che, approssimativamente, sfiorerebbero i due milioni di euro. Ma, solo nelle prossime ore, i responsabili delle Funivie Marmolada potranno fare un inventario più preciso del materiale danneggiato o distrutto. Le cause dell’incendio sono ancora al vaglio dei vigili del fuoco e dei carabinieri di Caprile. Il sostituto procuratore Antonio Bianco sul caso ha aperto un fascicolo. S’indaga a 360 gradi: ogni ipotesi rimane aperta, dal corto circuito all’azione dolosa, anche se non aiuta certo il fatto che l’incendio, generalizzato, abbia distrutto in modo omogeneo una vasta area di circa 300 metri quadrati. Per il momento, è difficile per gli stessi pompieri stabilire il punto esatto da dove sono partire le fiamme.

Ecco i fatti. Sono le 20 e 53 quando al centralino dei vigili del fuoco arriva la telefonata di un automobilista che lancia l’allarme dopo aver visto fiamme e fumo. Nella zona nevica abbondantemente, ciò nonostante i pompieri volontari di Canazei, che hanno ricevuto l’allarme, arrivano sul posto già dopo dieci minuti, un quarto d’ora al massimo. A loro si aggiungeranno nei minuti successivi i vigili del fuoco di Agordo e Belluno ed i volontari di Caprile, Agordo e Colle Santa Lucia. Una task-force di 25-30 uomini che impiegherà complessivamente sei ore per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza la zona. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza del luogo interessato dal rogo sono terminate alle tre di ieri notte.

Una prima approssimativa stima parla di danni per circa due milioni di euro. Per capire come si arrivi presto a questa cifra, i responsabili della società che gestisce l’impianto, fanno un solo esempio: un gatto delle nevi da solo vale 300.000 euro (e ne sono andati distrutti due). Ciò che è certo è che si lavora a 360 gradi per capire se la natura dell’incendio sia accidentale o dolosa. Sembra che i maggiori danni siano concentrati nella parte elettrica della cabina di comando della stazione di partenza della seggiovia. Ciò potrebbe indirizzare le ipotesi verso il corto circuito. Ma l’ipotesi del dolo non è esclusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle