Parco Santa Chiara, blitz alla marijuana

Azione di Global Project al parco Santa Chiara di Trento. All'interno di “Seminiamo indipendenza” sono state messe delle piantine di marijuana



TRENTO. Azione di Global Project al parco Santa Chiara di Trento. All'interno di "Seminiamo indipendenza" sono state piantate delle piantine di marijuana, così come sta avvenendo in altre città italiane. Tra il 25 aprile ed il 1 maggio, infatti, i centri sociali del Nord-Est, dell’Emilia-Romagna e delle Marche e Napoli Project promuovono "Seminiamo Indipendenza", una settimana di semina diffusa della cannabis. In questi giorni, in modalità e forme differenti, verrà piantata canapa negli spazi pubblici e nei luoghi maggiormente simbolici di tante città italiane. «Attraverso queste iniziative vogliamo ridare centralità all’autoproduzione di cannabis, non in forma silenziosa e simbolica, ma come pratica in grado di costruire forme comuni e radicali di antiproibizionismo. Autoprodurre oggi significa innanzitutto contrastare il narcocapitalismo, ossia quel rapporto esistente tra governance finanziaria e mercato delle sostanze “stupefacenti”. Un rapporto che, negli anni di maggiore intensità dei processi di finanziarizzazione dell’economia, ha rappresentato un importante terreno di accumulazione, capace di agire su larga scala, ma anche di determinare meccanismi di rendita e speculazione nei nostri territori. Promuovere l’autoproduzione della canapa significa anche andare oltre la semplice legalizzazione, che sostituirebbe il monopolio di Stato ai profitti privati e che non renderebbe realmente libera la coltivazione della pianta ed il suo uso. Questa settimana di semina rappresenta un momento di liberazione della cannabis dalla criminalizzazione e dall’oscurantismo di cui è stata oggetto grazie a leggi proibizioniste come la (ex) Fini-Giovanardi o la Jervolino-Vassalli. Vogliamo valorizzare il carattere naturale della canapa, la possibilità di inserirla nei cicli di agricoltura biologica e biodinamica che si contrappongono allo sfruttamento intensivo della terra, alle coltivazioni ogm, alle filiere agro-industriali», viene detto in un comunicato stampa.

«In ogni città vogliamo costruire momenti di socialità e di informazione critica che siano occasioni di scambio di conoscenze e saperi rispetto alla pianta ed alle sue enormi potenzialità di utilizzo multifunzionale. Vogliamo sovvertire il paradigma securitario attraverso cui vengono controllate le nostre città e le nostre vite. Vogliamo praticare il diritto alla città riappropriandoci degli spazi, contrastando la criminalizzazione dei comportamenti e delle scelte, ma anche affrontando in maniera critica qualsiasi forma di dipendenza e di abuso di sostanze. Solo attraverso l’indipendenza, politica, culturale e soggettiva, possiamo lottare per la città e la società che vogliamo, fatta di sogni e desideri ed avulsa da passioni tristi. Vogliamo utilizzare queste giornate per produrre un dibattito vivo sulle sostanze “non naturali”, come eroina, cocaina e sostanze sintetiche. Siamo consapevoli che esiste un uso problematico di queste sostanze che riguarda in Italia migliaia di persone. Abbiamo visto che il proibizionismo, il carcere e la ghettizzazione hanno prodotto solo fallimenti e per questo lottiamo per la depenalizzazione del consumo, per il diritto alla salute e ad una informazione diffusa, corretta e adeguata».













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