Non sa l’italiano, dal barbiere con una lettera: «Taglia così» 

L’integrazione fatta dagli amici. Simpatico episodio al salone Pedron: «Un cliente si è fatto scrivere da un conoscente come voleva gli venissero regolati i capelli. Lo abbiamo accontentato»

Trento. L’integrazione? passa anche da un taglio di capelli fatto ad uno straniero che non parla italiano ma che si presenta in salone con una lettera di (particolareggiate) istruzioni su come acconciare il ciuffo scritta da un amico. a raccontarla è il parrucchiere in questione, il salone pedron di via dietro le mura, in città: «è bello vedere un simpatico cliente indiano che non parla la nostra lingua e si presenta in salone con la lettera di un amico che spiega come vuole il taglio. uno spettacolo» racconta il giovane artigiano.

Il cliente che si chiama husen ha dimostrato di avere anche una buona dose di ironia, visto che si è fatto ritrarre sorridente durante il servizio dal barbiere, ma dalla lettera scrittagli dall’amico ha dimostrato di avere le idee chiare sul proprio look e di non voler rischiare un taglio alla cieca, senza chiarire i propri desiderata: «buongiorno, scrivo per il mio amico husen che parla solamente inglese e capisce poco l’italiano. dovrebbe tagliarsi i capelli, Chiede di regolarli a lato e dietro e di accorciare un po’ il ciuffo in fronte. non li vuole troppo corti. gli ho consigliato di venire da voi perché io personalmente mi sono trovato bene e so che gli farete un buon lavoro. vi ringrazio, buona giornata. ps. il mio amico è indiano e si chiama husen».

Insomma un episodio di integrazione fatta on the road, con grande semplicità, che suggerisce al consigliere provinciale di futura, paolo ghezzi, una lettura politica, in rima: «maurizio fugatti ha tagliato i corsi di italiano. ma per fortuna ci sono italiani che non tagliano i ponti con gli indiani e si ritagliano il tempo per raccomandare il taglio giusto al salone pedron, salone bello e buon». di sicuro la lettera d’istruzioni per il barbiere è un esempio singolare.