Mellarini: «Avanti, io non snaturo l’Upt»

L’assessore-candidato: «Il 23 gennaio né vinti né vincitori. Se poi qualcuno ha altri obiettivi, la scelta non spetta a me»


di Chiara Bert


TRENTO. «Non ho mai detto che chi vince si prende tutto. Per il 23 gennaio non ci saranno né vinti né vincitori, ma il congresso va fatto fino in fondo, non possiamo prendere in giro 2800 iscritti». Tiziano Mellarini assicura di non avere offerte da fare a Lorenzo Dellai in vista del congresso di sabato prossimo che dovrà scegliere il nuovo segretario dell’Upt. Nel clima infuocato di questi giorni, se - come pare - il faccia a faccia tra i due candidati ci sarà, forse già oggi, resta da capire in cosa potrà sostanziarsi una difficile intesa, se nella garanzia di un ruolo futuro per il perdente (e la minoranza) nel governo del partito, o in altro.

Assessore, tanti in queste ore parlano di rischio scissione. Dellai dice di non poter garantire che resterà nel partito e di essere pronto alla pace ma anche alla guerra. È preoccupato?

Quello che so è quello che leggo sui giornali. Un po’ di preoccupazione ammetto che c’è. Sentir pronunciare la parola “guerra” per un confronto congressuale mi fa venire i brividi, visti i tempi di guerra e terrorismo che stiamo vivendo. Io ho detto, e lo ripeto, che per me il 23 gennaio non ci saranno vinti né vincitori. La scissione non è nei miei pensieri, tutti possiamo portare il nostro contributo al partito. Io ritengo che si possa lavorare assieme, poi se qualcuno ha altri obiettivi, lascio a loro fare le scelte.

Dellai e i suoi sono tornati a parlare di una mutazione genetica dell’Upt in atto. Cosa risponde?

Che il mio impegno è rafforzare l’Unione per il Trentino, che significa una sola cosa: ridare vitalità alla componente popolare dentro la coalizione di centrosinistra autonomista. Io non ho mai pensato a coalizioni diverse.

E il dialogo con le liste civiche? Fravezzi dice di non aver sentito una sua parola di chiusura alle avance di Progetto Trentino.

Io non sono il segretario dell’Upt e non spetta a me in questo momento dare risposte agli altri partiti. Io rivendico la necessità di un dialogo con il mondo civico, ma non ho mai parlato di incorporazione. Confrontarsi e dialogare con quel mondo, e quegli elettori, non significa imbarcarsi in nuove avventure centriste come qualcuno ha voluto far credere. Ma l’Upt non chiude le porte a chi vuole dialogare.

Lo scontro in questi giorni si è riacceso sulle regole. Betta si è dimesso perché non è stato garantito l’accesso all’elenco degli iscritti. Cosa pensa?

Io non ho nessun elenco perché non l’ho chiesto. Ci sono gli organi del partito deputati a questo, se poi la segreteria vuole consegnare l’elenco, io non ho assolutamente nulla in contrario.

Altra regola, quella dell’incompatibilità tra i ruoli di segretario e assessore. Si dimetterà?

Ho già risposto che deciderò dopo il 23 gennaio. Non ho altro da aggiungere.

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