Malato di Sla, no alla cura Stamina

Ex maestro di sci quarantenne forse andrà a San Marino per sperare

TRENTO. Un giorno si è alzato con un dolore strano alla gamba che è poi peggiorato. All’inizio del 2012 la diagnosi: era malato di Sla e - tempo un anno - la sua vita è completamente cambiata. Prima, come insegnante di snowboard scendeva per le piste da sci, poi si è trovato a trascorrere le sue giornate fra la sedia rotelle e il letto. E a soli 40 anni. Una vita senza più speranze quella di questo trentino fino a quando, in tv, non ha saputo del metodo stamina. E gli si è riaperto il cuore. Nel maggio scorso il decreto del giudice Flaim (dopo il ricorso presentato dal suo legale, Antonio Piraino) che gli apriva la strada alle cure. E subito si è messo in lista d’attesa a Brescia. Aveva il numero 131. Poi la batosta: la legge di conversione dichiarava aperta la strada alla sperimentazione della cura stamina e lui - come malato di Sla - aveva diritto ad aderirci. Ancora speranze, ma anche un’altra porta sbattuta in faccia. La sperimentazione infatti non è mai partita nè si sa se mai partirà e quindi lui si trova in un limbo. Un bruttissimo limbo. C’è anche un’altra decisione del tribunale che non accoglie il reclamo presentato e quindi ora l’ex maestro di sci non ha di fatto diritto alle cure stamina nè come cura compassionevole nè per la sperimentazione. Certo ci sono anche delle strade giuridiche possibili:potrebbe presentare nuovamente ricorso o potrebbe spostare la residenza in uno di quei comuni (come Parma, Pordenone) dove i tribunali concedono il via libera alle cure. Ma sono strade che si presentano molto in salita per quest’uomo che ha già dovuto spiegare più volte la sua malattia la sua sofferenza. Resta una terza strada, quella del viaggio della speranza verso San Marino o l’estero dove la cura è comunque possibile. E senza dover ricorrere al giudice.