Malaria, indagata un’infermiera 

Chiusa l’indagine sulla morte di Sofia Zago: l’accusa è di omicidio colposo



TRENTO. Sta arrivando alle battute finali l’inchiesta penale sulla morte per malaria della piccola Sofia Zago. Il sostituto procuratore Marco Gallina, infatti, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini. Un solo l’indagato per omicidio colposo e si tratta di un’infermiera che era in servizio nel reparto di pediatria il 17 agosto giorno fissato dai periti come quello in cui la bimba che aveva solo 4 anni, è stata infettata dalla malaria, infezione che l’ha uccisa il 4 settembre. L’avviso di conclusione indagine è un atto dovuto anche per permettere alle parti (la stessa indagata e la famiglia di Sofia) di avere accesso a tutte le carte - perizie comprese - che sono state raccolte nel corso dell’inchiesta. Un avviso che potrà essere seguito o dalla richiesta di rinvio a giudizio oppure dalla richiesta di archiviazione. Le indagini - che sono state fatte dai carabinieri del Nas - hanno portato ad individuare il momento del contagio che potrebbe essere avvenuto o durante le operazione di pulizia dell’ago cannula o tramite dei guanti. Strumenti che sarebbero stati contaminati da una minima parte del sangue di una delle due bambine malte di malaria dopo un viaggio in Africa, e che erano ricoverate nello stesso reparto. A lei il prelievo era stato fatto prima rispetto a Sofia. Da valutare la presenza anche di altre persone nella stanza di Sofia al momento del contagio.

L’infermiera, sentita dagli inquirenti con il suo legale, ha rifiutato tutte le accuse ripetendo di aver fatto tutte le manovre previste nel massimo rispetto delle procedure previste. E usando sempre e solamente materiale monouso: insomma il suo comportamento sarebbe stato rispettoso delle regole e incompatibile con il contagio.













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