Madonna murata per 80 anni: è mistero

Ad Ala la sorprendente scoperta all’ex convitto. Il messaggio del muratore Pietro Pinter: “Involontariamente vi chiudo...”


di Michele Stinghen


ALA. A volte basta una parola, scritta, per proclamare la propria totale estraneità ai fatti compiuti. In questo caso è quell'"involontariamente", scritto dal muratore semplice Pietro Pinter, nel luglio di oltre ottant'anni fa, quando si trovò costretto a murare una statua di una Madonna con bambino, a palazzo Pandolfi di Ala. L'opera, nascosta in un muro per 82 anni, del tutto dimenticata, è tornata alla luce nei giorni scorsi, individuata solo grazie all'indagine con un radar. Ci immaginiamo la scena. Pinter è operaio impegnato nei lavori di ristrutturazione del convitto "Silvio Pellico" di Ala, certo non ha potere di impedire le volontà di capomastri o progettisti, e quel 23 luglio del 1931 si ritrova destinatario di una consegna a cui vorrebbe tanto dire di no, eppure non può: deve murare la statua della Madonna con bambino, nella ex sala del rettore. Uomo devoto, non è insensibile alla figura sacra, tantomeno all'arte, capisce che l'ordine impartitogli è una mostruosità, cincischia, vorrebbe salvare la statua, portarsela a casa o donarla alla parrocchia, ma questa è attaccata al muro, deve rimanere dove sta, l'alternativa sarebbe persino peggiore - distruggerla - e quando impugna, controvoglia, gli strumenti del suo mestiere, osserva il volto di Maria e del bambino, e gli sembra di uccidere due persone vive. Ma non c'è altra strada, se pronunciasse un solenne rifiuto, ci sarebbe pronto un altro, dietro di lui, pronto ad erigere un muro, e forse, meno sensibile, danneggerebbe persino l’opera. Quel lavoro, conclude, lo deve fare lui, Pietro Pinter. Prima di mettersi all'opera, compie quel gesto che lo lascerà nella storia - quella minuta, locale, di Ala - e lo innalzerà anche al di sopra dei suoi attuali superiori. Con un semplice lapis, quella matitina che non manca mai ai muratori, segna tre parole su lembo di carta da cemento, una data, e la sua firma: "Involontariamente vi chiudo. 23/7/1931. Pietro Pinter", come a voler far sapere al mondo e in cielo che lui, quel gesto, non lo avrebbe voluto fare. Il messaggio resta ai piedi della Madonna, e tale lo hanno trovato lo scorso 13 dicembre i responsabili dell'indagine conoscitiva. Dell'ex convitto, il Comune vuole ricavare la nuova sede delle elementari (prima si pensava ad uno studentato universitario); dopo lo sgombero di giugno si era capito che il palazzo nascondeva alcuni "piccoli tesori" artistici. Durante l'indagine termografica sulle mura del palazzo, però, nessuno si sarebbe aspettato di trovare una nicchia murata con una statua. L'opera d'arte, pregevole, in gesso, è tutto sommato ancora in buono stato, bisognerà comunque provvedere ad un restauro. Prima però si faranno delle indagini, per capire a quale epoca risalga. Verrà preservata e tornerà alla luce del sole. Pietro Pinter, muratore, ne sarà felice.

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