Le imprese «rosa» sono in crescita Più 1,5% nel 2013

Le aziende gestite da imprenditrici sembrano resistere meglio ai venti di crisi: l’esperienza delle Co-manager



TRENTO. Fra le poche note positive di questa crisi economico-occupazionale emerge anche in Trentino il dato delle imprese femminili, cresciute dell'1,5% nel primo trimestre 2013, con un saldo positivo di 155 unità. Sono il 19,9% del totale delle aziende trentine ed hanno avuto performance migliori rispetto alla media dell'intero tessuto imprenditoriale. Quelle "rosa" sono inoltre le aziende che meglio hanno resistito alle gravi difficoltà del mercato. Le imprenditrici risultano infatti essere meno coraggiose dei colleghi nelle fasi di avvio di un'impresa ma, a regime e soprattutto in periodi critici, riescono a reggere meglio e operano con estrema oculatezza, determinando la tenuta dell'azienda. Ma a che prezzo e con quali sacrifici? Molti, visto che l'imprenditrice è spesso anche madre di famiglia, ha genitori anziani o familiari da assistere e lo fa contando, il più delle volte, solo sulle proprie forze, senza una sostituzione stabile che le consenta di vivere con tranquillità questi particolari periodi della propria vita. L'Agenzia del lavoro di Trento, nel pacchetto di misure a sostegno dell'occupazione femminile, ha pensato pertanto a sostenere tutte le lavoratrici non dipendenti alle prese con questi delicati momenti familiari con contributi da impiegare per la loro temporanea sostituzione in azienda. Uno dei progetti a finalità conciliativa del Piano di politica del lavoro è infatti dedicato alle lavoratrici autonome residenti in provincia o residenti fuori provincia ma che hanno un'azienda con sede legale od operativa in provincia di Trento e che devono accudire figli minori conviventi, familiari anziani oltre i 75 anni o soggetti che abbisognano di assistenza certificata e appartenenti al nucleo familiare dell'imprenditrice o parenti della stessa. Grazie all'affiancamento o alla sostituzione temporanea con una persona esperta in gestione aziendale, detta Co-manager, l'imprenditrice si può assentare con maggiore serenità dalla propria attività. Come funziona concretamente? Le due parti devono sottoscrivere un contratto che specifica il programma di lavoro, i settori dell'azienda interessati e che quantifica l'apporto lavorativo necessario. Entro 60 giorni dalla stipula di questo contratto, l'imprenditrice inoltra la domanda ad Agenzia lavoro che può stanziare un contributo fino a 25.000 euro. Ma come si può diventare Co-manager? Ci si deve iscrivere, superando una selezione, all'apposito Registro provinciale, una lista accreditata di nominativi con esperienza nella gestione d’impresa disposti a sostituire imprenditrici nell'attività aziendale per un determinato periodo di tempo. Per essere ammessi alla selezione è necessario vantare un' esperienza consolidata di lavoro autonomo (almeno uno dei seguenti requisiti: 3 anni di esperienza di lavoro autonomo come titolare, socio, collaboratrice d'impresa o titolare di P.Iva) o una lunga esperienza alle dipendenze (almeno 5 anni di lavoro dipendente, co.co.co e co.co.pro ma con progetti caratterizzati da un alto livello d'autonomia). In concreto per iscriversi è necessario fare riferimento alle associazioni di categoria che attualmente hanno sottoscritto l'adesione al Registro: la Confesercenti, l'associazione Artigiani e la Coldiretti, ma altre se ne stanno aggiungendo.

Per maggiori informazioni e dettagli operativi telefonare al n. verde 800 264 760 o visitare il sito www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/donne/conciliazione#co-manager













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