La petizione per unire i Comuni

Primiero, domani in piazza Negrelli a Fiera parte l’iniziativa promossa da Gaio, Meneguz e Gubert


di Raffaele Bonaccorso


PRIMIERO. Non c’è niente da fare. Se si vuole andare ad un referendum per chiedere un Comune unico a Primiero, bisogna passare per ogni singolo consiglio comunale che deliberi la proposta. Al momento, con queste amministrazioni attuali, questo è impensabile. Ed allora bisogna guardare ad un futuro più immediato possibile e cioè chiedere ai futuri candidati sindaci per le amministrative del 2015 di sottoscrivere una dichiarazione vincolante che abbia proprio il fine di indire un referendum per unificazione degli 8 Comuni di Primiero. E’ questa la proposta che hanno inteso fare Maurizio Gaio, Paolo Meneguz e Daniele Gubert, tutti e tre presenti con proprie liste all’elezione della Comunità di valle di Primiero del 2010 e che domani in piazza Negrelli a Fiera di Primiero, dalle 10.30 alle 12.30, raccoglieranno le firme di adesioni al loro appello.

«La proposta che facciamo - scrivono Gaio, Meneguz e Gubert nel loro appello - è semplicissima: noi nelle prossime elezioni comunali sosterremo, e chiederemo di farlo a tutti coloro che ci credono, le liste e i candidati sindaci che si impegneranno formalmente a depositare entro il dicembre 2015 la domanda alla Regione per indire il referendum per costituire un Comune Unico. Così facendo nel 2016 si potrà svolgere la consultazione e, al più tardi nella primavera del 2017, potremo eleggere il consiglio comunale di Primiero. Si può fare?  Certo, se si ritiene che sia ora di voltare pagina e di voler essere degni eredi dei nostri antenati che ottocento anni fa seppero darsi una struttura adeguata ai loro tempi».

Il primo banco di prova potrebbero essere le elezioni comunali del 4 maggio a Transacqua, dove i due candidati sindaci (a quanto sembra) sono chiamati per primi aderire alla proposta. Vedremo cosa faranno.

I tre proponenti proseguono nel loro documento: «Mai come in questo periodo, complici la crisi e la confusione istituzionale, la nostra valle si è trovata a passare momenti di totale incertezza sul proprio futuro. Purtroppo il percorso da intraprendere per ridare un senso alla struttura amministrativa della nostra valle (8 Comuni, una Comunità di valle e una Unione dei Comuni dell’Alto Primiero) è complesso; ma se tutti coloro che ci credono, e sono sempre di più, si impegneranno, entro il 2017 potremmo avere risolto il problema. Ovviamente stiamo parlando di costituire un Comune Unico che metta fine all'enorme spreco di risorse pubbliche rappresentato dai 700.000 euro che ci costano ogni anno gli amministratori (altri 600.000 li spendiamo per i segretari degli enti); un Comune Unico che metta fine all’inutile guerriglia tra livelli amministrativi che ha caratterizzato gli ultimi anni, a scapito della capacità di prendere decisioni, a danno della continuità dei servizi ai cittadini. Un Comune Unico non significa chiudere le sedi amministrative presenti in tutti i paesi, ma ottimizzare le risorse ed evitare, ad esempio, che i 3,4 milioni di euro di sovracanoni per l’acqua che ogni anno incassano i Comuni e la Comunità di valle finiscano dispersi per opere non prioritarie o nell’ordinaria amministrazione».













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