L’euforia di Cristina Santi «Successo inaspettato» 

L’exploit. La candidata del centrodestra andrà al ballottaggio: «Ho fatto un buon lavoro I rivani hanno voglia di cambiamento. Presto farò una telefonata di cortesia a Malfer»


NICOLA FILIPPI


Riva. Cristina Santi è l’emblema della felicità fatta a persona. La candidata del centrodestra è rimasta tutto il giorno nel suo “quartier generale”, al Gran Hotel Riva, assieme ai suoi “fedelissimi”. Vittorio Ferraglia, sempre al telefono, l’aggiornava sui risultati dei vari seggi, ascoltando il resoconto dei rappresentanti di lista. Mano a mano che le ore passavo, si delineava un successo di voti inatteso, che l’ha portata al ballottaggio con il sindaco uscente. «Il cittadino di Riva vuole il cambiamento e noi rappresentiamo il vero cambiamento», ammette, con un largo sorriso. «Sono sorpresa, per me è un successo inaspettato - spiega - perché so di aver fatto un buon lavoro, ci credevo fortemente però non pensavo così, non lo pensavo assolutamente».

«Cosa mi ha premiato? Due fattori - spiega - Uno: perché ho fatto un lavoro molto sul territorio, ero sempre presente. Secondo: la voglia di cambiamento, una figura nuova per la città. Bene o male, le figure che si sono presentate erano già gettonate sul territorio».

Il fatto di essere un candidato sindaco donna non l’ha condizionata. Anzi. «Il fatto di essere una donna, di essere una figura nuova, mi hanno aiutato molto», ammettte.

La Lega, l’appoggio di Salvini e di Zaia, hanno dato una grossa spinta o la città ha premiato la persona, chiediamo. «Io credo che la Lega mi ha dato una grossa spinta, perché sta dimostrando in Italia che sa governare, come succede nei territori vicini. Importante è stata anche la vicinanza al governatore Zaia, che sentirò nei prossimi giorni. Ma credo che fondamentalmente la città di Riva vuole un cambiamento».

Stoccatina agli avversari: «La campagna elettorale è stata fatta contro di me - dice - puntando sul fatto che rappresento la destra, che sono una estremista, hanno fatto una campagna ideologica che è stata sbagliata. Avrebbero dovuto guardare alla persona, ai problemi della città, soprattutto dopo l’emergenza Covid».

In vista del ballottaggio, a chi farà una telefonata? «Io farò una telefonata per prima, la farò a Malfer. Non ci siamo già sentiti, non abbiamo fatto accordi prima. Anche perché non immaginavo un risultato simile, ottenuto in questo modo. Nei prossimi giorni, a bocce ferme, valuteremo il risultato e prenderemo delle decisioni. La mia telefonata verso Malfer sarà una telefonata di cortesia. E basta. I nostri programmi elettorali hanno diversi punti in comune, sicuramente ci potrebbero essere dei temi su cui potremo andare d’accordo, soprattutto sulla sistemazione della fascia lago, sulla mobilità». Da qui al 4 ottobre saranno giornate intense. «Questa campagna elettorale mi ha dato tantissimo, sono gasatissima, la rifarei dal primo giorno, è stata faticosa, ma mi ha dato tantissimo. Non ho alcun problema ad andare avanti altri 15 giorni». Infine, un accenno anche al calo di consensi del sindaco uscente: «È la conferma che i rivani hanno voglia di cambiamento, noi siamo l’unico vero cambiamento».













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