Il «Tarcisio delle Alpi» che a 7 anni salvò le ostie

Torcegno, sarà presentato domani il documentario su don Almiro Faccenda Nel 1915 il parroco fu arrestato e lui (chierichetto) distribuì l’eucaristia

di Marika Caumo

TORCEGNO. Si intitola “Don Almiro: il coraggio della fede” e sarà presentato al pubblico domani alle 20.30 nel centro polivalente in località Molini. E' il documentario con cui l'amministrazione comunale intende a far conoscere il paese attraverso il fatto eucaristico che più di 90 anni fa vide protagonista Almiro Faccenda, il "Tarcisio delle Alpi". Una storia speciale la sua, motivo d'orgoglio per i traozeneri, che però rischia di venire dimenticata.

Siamo nel 1915, nel pieno della guerra: gli uomini erano al fronte e Torcegno alla vigilia di un’evacuazione forzata. Il parroco, don Vito Casari, accusato di filo-italianità, fu arrestato dall’esercito austriaco. Dopo di lui toccò al cappellano, don Guido Franzelli. Questi, prima di lasciare il paese, incaricò il piccolo Almiro Faccenda, chierichetto di 7 anni che abitava vicino alla chiesa, di distribuire l’eucaristia, altrimenti esposta al pericolo della profanazione. Era il 19 novembre 1915 e i fedeli fecero più volte la fila finché l'eucaristia non fu finita. L’episodio ebbe grande risonanza sia sulla stampa italiana che straniera e fu portato in scena nei teatri trentini, suscitando tenerezza e commozione. Del fatto si interessò anche Papa Benedetto XV. «Oggi forse non si è in grado di afferrarne tutta la singolarità, perché il Concilio Vaticano II ha favorito un notevole avvicinamento all’eucaristia, ma allora l’episodio fu veramente singolare», scriveva nel 1988 monsignor Armando Costa nel libro “Il Tarcisio delle Alpi”. Così, infatti, fu soprannominato Almiro, il “candido eroe” diventato poi sacerdote, paragonato a San Tarcisio che portava la comunione nelle catacombe ai prigionieri cristiani.

Nel 2005, in occasione delle celebrazioni per il 90º anniversario del fatto, la proposta del coro parrocchiale e di Giulio Candotti, maestro in pensione e memoria storica, di realizzarne un documentario. L'occasione arrivò a fine 2007: allora il regista di Telve Marcello Baldi era in Valsugana per girare il film "Ciso". Col suo staff fece i casting e girò le scene dell’arresto di don Franzelli e della distribuzione dell’eucaristia. Il piccolo Alessio Zappa fu scelto per interpretare Almiro, il parroco invece è Giulio Nervo, Pio Buffa è Guido Franzelli, Romano Ganarin il gendarme austriaco. Vi parteciparono una cinquantina di comparse locali: donne di nero vestite, anziani nei loro abiti “della festa”, bambini con le “dambre”, gli zoccoli in legno. Baldi avrebbe dovuto tornare la primavera successiva per completare il corto, ma la sua scomparsa ha messo in stand-by per qualche anno il progetto. Il documentario è stato quindi terminato dal produttore Paolo Ghezzi.

Comincia con un nonno (interpretato da Remigio Furlan), che accompagna suo nipote (Andrea) in chiesa per la prima comunione. Il bimbo si sofferma sul quadro che illustra il fatto e chiede spiegazioni. Da li la narrazione della storia, intervallata da immagini guerra, di ruderi e macerie del paese, che lasciano spazio a quelle di Torcegno oggi. Il video sarà distribuito attraverso l'Apt Valsugana e dal Comune.

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