orrore a parigi

Il dolore dei Ravagnani, anche il Trentino piange Valeria

Il giovane di Dro ha sperato fino all’ultimo di ritrovare viva la fidanzata, E’ stato lui stesso a chiamare i genitori in Trentino per comunicare la notizia



TRENTO. Ogni speranza è caduta. Valeria Solesin non ce l’ha fatta. E’ morta probabilmente già venerdì sera, durante il blitz terroristico al teatro Bataclan di Parigi. La notizia è arrivata in Italia sabato sera, quando Andrea Ravagnani, il suo fidanzato di Dro, ha chiamato a casa il padre Corrado per dirgli che Valeria non c’era più. La notizia si è diffusa in poco tempo, ma la Farnesina non l’ha confermata fino a ieri nel primo pomeriggio, dopo che l’ambasciatore Giandomenico Magliano e il console Andrea Cavallari sono andati di persona all’istituto di medicina legale di place de Mazas per verificare se Valeria fosse tra le vittime. Hanno trovato il suo corpo e in Italia si è spalancato un baratro di dolore. Il padre e la madre di Valeria, Alberto e Luciana, erano già scesi dalla loro casa nel sestiere di Cannareggio, a Venezia, per ricordare la figlia. Commoventi le parole di mamma Luciana che ha ricordato quanto Valeria fosse meravigliosa e impegnata, quanto la sua sia una perdita per l’Italia, un paese che ha molto bisogno di giovani attivi ed entusiasti come lei.

IL RACCONTO DEI TRENTINI DA PARIGI

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A Parigi, intanto, Andrea Ravagnani, 30 anni, ha vissuto il suo dolore immenso circondato dall’affetto degli amici, della sorella Chiara e del fidanzato di lei. Aveva conosciuto Valeria a Trento, alla facoltà di Sociologia, dove la ragazza si era laureata. Lei viveva a Parigi da quattro anni con un dottorando alla Sorbona, una delle università più prestigiose d’Europa. Studiava i problemi che le donne incontrano nel far convivere famiglia e lavoro. Un argomento che la interessava fin dagli studi trentini. Aveva proprio tenuto una relazione sui ruoli di genere nel mercato del lavoro e sulla comparazione tra Italia e Francia in questo settore a un convegno organizzato a Trento dall’Università nel 2014. Lo ricorda sulla sua pagina Facebook il professore Giovanni Pascuzzi che ha anche pubblicato un link agli atti del convegno.

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A sottolineare il legame tra Valeria e l’università di Trento, il rappresentante della lista Atreju nel Consiglio di Dipartimento di Sociologia, Luca Erbifori, ha lanciato la proposta di intitolare un’aula della Facoltà alla ragazza scomparsa nella carneficina di Parigi.

Su internet, su Twitter e su Facebook sono in molti che ricordano Valeria e il suo sorriso, il suo impegno per i più deboli. Molti ex compagni dell’università, compagni di strada nel gruppo trentino di Emergency, amici ricordano come fosse una persona fuori dal comune e meravigliosa. Il padre del fidanzato, Corrado Ravagnani è distrutto: «E’ un momento difficile», dice con un filo di voce al telefono. Ha sentito il figlio Andrea da Parigi. Il ragazzo gli ha raccontato le ore di angoscia e ha ripercorso quei momenti di terrore venerdì sera. Ha detto che lui, Valeria, sua sorella Chiara e il fidanzato di quest’ultima Stefano Peretti erano stesi tra i corpi. Ci sono rimasti un paio d’ore: «Eravamo là davanti stesi tra i corpi, il sangue, i morti. Siamo rimasti in terra fino a che non è arrivata la polizia». Ai genitori Andrea ha raccontato di essere rimasto ferito e che anche Valeria era ferita. Poi l’ha persa nella confusione. Un’amica ha ritrovato la sua borsa con dentro i documenti e il telefono. Da allora si è iniziata l’angosciosa ricerca che si è chiusa con la scoperta che il corpo della giovane si trovava all’obitorio. Andrea e Valeria stavano insieme dai tempi dell’università e sono andati a vivere insieme a Parigi dove il ragazzo è arrivato a diventare responsabile di un punto vendita Naturalia. Venerdì sera dove essere una festa, la sorella di Andrea si è appena laureata in bioinformatica e tecnologie mediche a Verona e lui le aveva regalato una vacanza di tre giorni a Parigi, con tanto di concerto al Bataclan. Proprio la sera in cui i terroristi hanno deciso di scatenare una guerra contro civili inermi.













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