la beffa

Il bluff degli stage, studenti senza paga

In mille hanno partecipato alla formazione estiva che credevano fosse ricompensata con 70 euro a settimana


di Daniele Peretti


TRENTO. La novità scolastica dell'estate 2014 sarebbe dovuta essere quella dei tirocini formativi retribuiti. I tirocini sono stati fatti, peccato che ben pochi siano stati retribuiti. Solo chi ha lavorato per il Comune di Trento si è visto recapitare i 70 euro a settimana in busta paga, gli altri sono rimasti vittime di un corto circuito. Nessuno sa esattamente chi avrebbe dovuto sganciare lo stipendio.

La novità deriva da una disposizione governativa che ha attivato il progetto denominato “Garanzia Giovani” e che ha scatenato tutta una serie di incomprensioni. Prima di tutto il bando della “Garanzia Giovani” sarà attivo solo dal 10 settembre e riguarderà quindi gli stage dell'estate 2015. In più ogni settore scolastico presenta una realtà diversa.

Paolo Dalvit dirigente dell'Istituto Buonarroti di via Brigata Acqui spiega la situazione: «Per quanto riguarda il nostro comparto si parte da una normativa nazionale che prevede la retribuzione dei tirocini, a carico però o delle singole scuole o della aziende. La realtà è che le aziende difficilmente vanno oltre la disponibilità di inserimento degli stagisti nei loro organici. A questo punto l'alternativa sarebbe rappresentata dagli istituti scolastici che però non hanno fondi. Comunque una disposizione legislativa provinciale, va in deroga rispetto alla legge nazionale, esonerando dall'obbligo le scuole trentine».

Finisce così che il tirocinio retribuito, diventa una sorta di promessa da marinai che nessuno mantiene. Ma purtroppo la situazione non è parificata nemmeno sotto questo aspetto, perché chi ha aderito ai Summerjob organizzati dal Comune, ha ricevuto una busta paga. «Esatto – conclude Dalvit – come Buonarroti abbiamo mandato ai tirocini più di 200 studenti, dei quali solo 40 sono stati pagati».

Per Federico Samaden dirigente scolastico dell'Istituto Alberghiero, si tratta di una realtà tutta da costruire che andrà a regime solo con la prossima estate. «Purtroppo si è fatta confusione tra quello che si può e quello che si potrà fare. Oggi ci sono delle convenzioni in corso con l'Agenzia del Lavoro, associazioni di categoria, Comuni e perfino Comunità di Valle tutte diverse tra loro e la confusione è inevitabile. La chiarezza la si potrà avere solo con l'attuazione della Garanzia Giovani».

Mariagrazia Bridi, direttrice dell' Enaip: «La Provincia ha riregolamentato la legge nazionale, avvalendosi dell'autonomia regionale, conservando di fatto solo la legge quadro. Comunque sotto questo aspetto siamo sempre stati all'avanguardia». Dalle scuole si conferma anche come tutti i genitori fossero stati chiaramente informati su chi avrebbe avuto diritto o meno, al rimborso.

Dalla parte dei genitori, invece, c'è non poco nervosismo con la maggior parte che si dichiara del tutto sorpresa del mancato pagamento dei ragazzi e fanno chiaramente riferimento anche agli impegni presi ad inizio estate dal presidente Rossi, che aveva dichiarato della disponibilità dei finanziamenti per i tirocini formativi. A uscirne in tutti i casi penalizzato è lo spirito dell'iniziativa che sarebbe stato quello di avvicinare il mondo della scuola a quello del lavoro, dando agli studenti anche una formazione pratica. Il rischio che si corre è quello di dare l'impressione che l'input alle iscrizioni, sia stato motivato solo dal nuovo incentivo economico.













Scuola & Ricerca

In primo piano