Grande guerra, itinerari della memoria

Le guide di Gorfer e Zubani, presentate a Trento dal Parco Adamello Brenta, alla scoperta del fronte in alta quota


di Paolo Piffer


GIUDICARIE. Dentro il parco Adamello-Brenta, fin sulle vette, sono state individuate e mappate oltre 3300 opere campali, tra baraccamenti, casematte, postazioni, depositi, trincee che faceva parte del sistema di difesa austro-ungarico nel corso della Prima guerra mondiale.

Un lavoro durato qualche anno, un “Percorso della memoria” che la Provincia ha promosso, grazie al coinvolgimento di tanti volontari, anche in altre zone del Trentino e che sta confluendo in un grande data base in occasione del Centenario della Grande Guerra che ha preso il via da poco e che andrà avanti fino al 2018. Di conseguenza, con l’occasione della rievocazione, ne derivano le due guide escursionistiche, sulle tracce della Guerra Bianca, complete di cartine, informazioni necessarie e riferimenti storici, presentate l’altra sera alle Cantine Ferrari di Ravina a Trento. Agili volumetti il primo dei quali, curato da Giuseppe Gorfer, già autore di molte pubblicazioni di carattere storico-ambientale, si focalizza sulla zona del Carè Alto individuando tre percorsi consigliati, in questo caso, ad escursionisti preparati. Nello specifico, si tratta del sentiero dell’artiglieria che dal rifugio Carè Alto porta alla Bocchetta del cannone dove sono collocate due bocche da fuoco e di quello dei Pozzoni che dalla sella di Niscli piega sotto cima Pozzoni percorrendo le trincee, i camminamenti e le postazioni verso monte Coel, con vista il Corno di Cavento. La via normale al monte Carè Alto è il terzo percorso proposto che, attraversando la vedretta di Lares, raggiunge la cima per la cresta nord.

La seconda guida, curata da Vincenzo Zubani, profondo conoscitore del territorio, già sindaco di Tione, si occupa invece dell’area della val di Genova. In questo caso escursioni più facili, adatte anche alle famiglie che in sicurezza possono affrontare lo sbarramento di Fontanabona, la Linea degli Honved in val Siniciaga e il sentiero delle artiglierie della val di Nardìs. In sintesi, le guide invitano a conoscere un vero e proprio museo all’aperto, tra le bellezze naturali del parco e i segni che la guerra ha lasciato, indelebili. La serata è stata l’occasione per presentare un altro lavoro. “La breve storia di un ghiacciaio” è un viaggio fotografico di Matteo Lencioni, architetto di Madonna di Campiglio da anni impegnato in campo artistico e che ha “affrontato” la pittura passando per la street art e l’astrazione arrivando infine al realismo fotografico di montagna. In questo caso si tratta del racconto per immagini, intercalato da pensieri e riflessioni di diversi scrittori e intellettuali, di un’escursione sul ghiacciaio dell’Adamello-Mandron dal quale, anche in questo caso, affiora il conflitto. «La maestosità del paesaggio e le condizioni metereologiche sempre cambianti, la presenza di cimeli bellici disseminati sul ghiaccio – scrive l’autore – rendono l’escursione di soli due giorni un’avventura che rimane impressa nella memoria per molto tempo». Le tre pubblicazioni si trovano nelle Case del parco e nella sede di Strembo.













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