Fotografo disperso in montagna: trovato morto alla base di un canalone 

La vittima è Silvano De Marco, di Tesero. Era uscito giovedì mattina, alle 21 gli amici preoccupati hanno allertato le squadre di soccorso Dopo le infruttuose battute nella notte, la salma è stata avvistata attorno alle 9.30 ai piedi della parete sud della Cavallazza Piccola

Trento. Le ricerche erano partite già nella serata di giovedì, quando Silvano De Marco, 65 anni di Tesero, notissimo fotografo di montagna della val di Fiemme, uscito in mattinata, non era ancora rientrato. Era tutt’altro che strano che De Marco fosse nei boschi o sulle sue montagne, senza specificare la propria posizione: ci era cresciuto, le amava e le conosceva benissimo. Ma stavolta c’era un’anomalia: proprio essendo pratico di montagna, De Marco sapeva che al tramonto è bene essere già sulla via del ritorno. A dare l’allarme sono stati gli amici, insospettiti dalla sua assenza e dal fatto che non rispondeva più al telefono. Così, poco dopo le 21 di giovedì, si sono decisi a chiamare il Numero unico per le emergenze 112, mettendo in moto la macchina dei soccorsi. Dopo averlo cercato invano fino alle due del mattino, la sua salma è stata ritrovata ieri mattina verso le 9.30 in un canalone della Cavallazza, sul gruppo del Lagorai. Da una prima ricostruzione, è probabile che gli sia stata fatale una scivolata per oltre cento metri lungo un canalone di ghiaioni.

Le operazioni di ricerca erano scattate subito dopo la chiamata degli amici, facendo base alla caserma della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di passo Rolle, dopo il ritrovamento della macchina di De Marco, parcheggiata al passo: segno che la sua escurzione era partita da lì.

Il coordinatore dell'Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha fatto intervenire gli operatori della stazione di San Martino di Castrozza che, in collaborazione con il Centro addestramento Polizia di Stato di Moena e la Guardia di Finanza, ha battuto i sentieri che portano dal passo Rolle al monte Castellazzo, al monte Cavallazza e ai laghi di Colbricon.

Nel frattempo i pompieri volontari di San Martino di Castrozza hanno perlustrato le strade principali nella zona della Val Venegia, di Baita Segantini e Juribello.

Le ricerche si sono protratte fino alle due del mattino, quando sono state sospese per riprendere alle prime luci di ieri mattina. Coinvolti nelle battute oltre 40 operatori tra Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Centro addestramento Polizia di Stato di Moena, Carabinieri di Cavalese e Vigili del Fuoco di San Martino di Castrozza.

Allertati anche due cani molecolari provenienti dalla Val di Non e dalla provincia di Bolzano che, al momento del ritrovamento, si trovavano in viaggio per il passo Rolle.

Gli operatori delle stazioni di San Martino di Castrozza, Primiero e Caoria (erano state allertate anche le stazioni di Val di Fiemme e Moena) del Soccorso alpino, insieme a Guardia di Finanza e ai poliziotti del Centro addestramento di Moena, hanno ripercorso i sentieri battuti nella notte fino al ritrovamento, verso le 9.30, del corpo senza vita di De Marco. La salma era alla base di un canalone della parete sud della Cavallazza Piccola.

L'elicottero, che era stato chiamato per effettuare un sorvolo sulla zona, ha verricellato sul posto il tecnico di elisoccorso e il medico, il quale non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. Dopo il nullaosta delle autorità, la salma è stata recuperata a bordo ed elitrasportata a passo Rolle, per poi essere trasferita alla camera mortuaria di Fiera di Primiero.

Silvano De Marco era un vero appassionato di fotografia di montagna, al punto che assieme agli amici Faustino Piazzi e Adriano Agnoli aveva fondato una dozzina di anni fa una piccola casa editrice specializzata nella fotografia e nelle riprese video applicate al mondo naturale. “Lunghefocali” , che ha dato alle stampe pubblicazioni di pregio dedicate al territorio e alle sue meravigliose montagne.

È molto probabile, se non del tutto certo, che De Marco fosse partito ieri mattina alla volta della Cavallazza a caccia di nuove immagini, con la sua inesauribile voglia di catturare la natura attorno a casa in una maniera mai vista. Una passione così potente, coltivata fin da bambino, che forse lo ha portato a sottovalutare il rischio, sempre in agguato quando ci si avventura sulle montagne, per quanto approfonditamente la si conosca.

La notizia della sua tragica scomparsa ha presto fatto il giro della valle, facilitata dall’impiego dei social media. Molta commozione tra gli amici e i conoscenti, ma anche tra la gente della val di Fiemme, che conosceva benissimo il sessantacinquenne di Tesero, stimato per il suo grande lavoro di documentazione fotografica e video, che comunque gli sopravviverà.