Dolomiti Superski, un inverno per sciare

Sono 1.200 i chilometri di piste sempre innevate, ma non solo: «La nostra offerta guarda anche al tempo libero»


di Stefano Vietina


TRENTO. Prezzi invariati sugli abbonamenti stagionali, cura della qualità degli impianti, molti dei quali rinnovati e ammodernati, grande attenzione ai mercati esteri. La stagione del Dolomiti Superski inizierà ufficialmente il 30 novembre, per chiudersi il 21 aprile 2014 con tante novità. Archiviato un anno più che soddisfacente, e non solo per la neve copiosa, ma anche per un fatturato confermato a 270 milioni di euro nonostante la crisi economica che ha colpito le famiglie, il Dolomiti Superski rilancia. All’insegna di un paio di parole d'ordine precise: garantire la piena sciabilità sui 1.200 km di piste, che caratterizzano il più grande comprensorio sciistico del mondo, e aumentare l'offerta di tutto quello che non è propriamente sci, ma contribuisce a rendere impareggiabile una vacanza invernale sulle Dolomiti. Dalla ristorazione fino ad arrivare al wellness. «Per quanto riguarda i risultati», commenta il presidente Sandro Lazzari, «le giornate di sci vendute sono state ben 9.397.456, con un incremento dell’1% rispetto alla stagione 2011-12; il totale dei passaggi si è incrementato addirittura del 4,2% nel confronto con l'anno precedente, giungendo a 139.337.045. Quindi non ci possiamo certo lamentare, perché abbiamo recuperato il gap dell'anno precedente, che era stato caratterizzato da scarsa neve. Ma è anche vero che noi non siamo soliti dormire sugli allori, anche perché in alcune zone si può fare meglio». Da qui la vivace attività preparatoria all'estero, con visite dirette di esponenti del Consorzio a operatori turistici in Russia, Ucraina, Inghilterra, in settembre ed ottobre. Il tutto per alimentare, in particolare, alcuni mercati che già stanno dando soddisfazione: se infatti quello italiano ha segnato una contrazione del 10,5% negli arrivi e del 15,9% nelle presenze (con oltre un milione e 117.000 sciatori e una media ciascuno di 4,4 giorni di permanenza), tengono assai bene il mercato della Germania (rispettivamente +4,4% e +5,9%), che porta in Italia 435 mila turisti che si fermano in media 5,8 giorni, e, su quantitativi più limitati, quelli russo (+11,5% e +14,3%, con circa 40 mila turisti che soggiornano 7,7 giorni) e francese (+5,6% e +3,1%, con 10 mila turisti circa). Il vero punto di forza del comprensorio resta la varietà dell'offerta. «Proponiamo un prodotto», riprende Lazzari, «che non ha eguali, per vastità e lunghezza di piste, per la bellezza delle nostre montagne, per la varietà dei contesti in cui si scia da una valle ad un'altra». A questo proposito assai significativo il dato di fine stagione sull'utilizzo degli impianti: la media tra tutti gli utenti con skipass Dolomiti Superski è stata infatti di 2,3 passaggi sullo stesso impianto su sei giorni di skipass. «Partendo dal presupposto», sottolinea Lazzari, «che in tutto il comprensorio ci sono 450 impianti, questo dato dimostra la vastità della scelta offerta al cliente e l’effettivo utilizzo da parte sua della possibilità di compiere lunghe distanze, passando da una valle all’altra e facendo grandi giri, senza dover riprendere gli stessi impianti. Un'offerta che siamo i soli a poter proporre. Un sistema ben integrato, con servizi efficienti garantiti da risorse umane qualificate. Chi passa le proprie vacanze sulle Dolomiti, per la maggior parte vede solo la punta dell’iceberg», chiude Lazzari, «ma un grazie va a tutti coloro che fanno funzionare al massimo delle sue possibilità questa macchina complessa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA













Scuola & Ricerca

In primo piano