Conto da 100 mila euro per Giuseppe Sorrentino

L’ex moglie e l’ex suocera si sono costituite parte civile nel processo per stalking L’uomo aveva patteggiato 3 anni per il tentato omicidio delle due donne



TRENTO. Due vite rovinate, due vite che quotidianamente devono fare i conti con la paura. Sono quelle di Francesca Telch e Nora Francescotti rispettivamente ex moglie ed ex suocera di Giuseppe Sorrentino. Le vite di queste tre persone sono diventate purtroppo note quando nel settembre del 2010 l’uomo cercò di sparare alle due donne. E solo la pistola difettosa aveva evitato la tragedia. «Chiuso» il capitolo per il tentato omicidio, Sorrentino era tornato nel guai con l’accusa di stalking. E ieri il processo era per questo. Tutto rinviato, se ne riparlerà, ma intanto le due donne si sono costituite parte civile (con l’avvocato Lorenzo Eccher) e hanno dovuto dare un valore al loro dolore. 100 mila euro, tanto hanno chiesto anche se nessuna cifra restituirà la serenità alle due donne. Che vivono in uno stato di paura permanente e hanno modificato radicalmente le loro abitudini di vita. Per capire come siamo arrivati a questo punto, bisogna fare un passo indietro, al settembre 2010. Allora Giuseppe Sorrentino, 41 anni, aveva cercato di sparare alle due donne con una pistola Beretta che, per fortuna, si è inceppata. Poi fuggì per quattro giorni durante i quali si nutrì solo di mele. Venne arrestato in val di Cembra. Chiuse la vicenda patteggiando una pena a 3 anni di reclusione per detenzione di arma clandestina, lesioni e minacce. Ma non era finita. Nel marzo di quest’anno la polizia lo aveva sorpreso ad aggirarsi vicino all'abitazione dell'ex moglie con una valigetta in cuoio. La donna lo aveva visto e si era spaventata a morte e aveva chiamato le forze dell’ordine. Ed era stato così denunciato per stalking con il divieto di avvicinarsi all'ex moglie e alla suocera. Ma le indagini avevano anche portato a scoprire che l’uomo aveva nascosto in un’auto abbandonata una bottiglia di alcol denaturato, tre bombole di gas da campeggio e una scatola di insetticida. Cose «innocue» prese singolarmente ma che assieme potevano creare una bomba incendiaria. È per questo che l’uomo, oltre che del reato di stalking, dovrà rispondere anche della violazione dell’articolo 2 e 4 della legge 895 del 1967 per aver detenuto e portato in un luogo pubblico materiale esplodente. E pure della detenzione di due proiettili calibro 765 non denunciati e della violazione dell’articolo 4 comma 2 della legge 110 del ’75 per aver portato fuori dall’abitazione arnesi atto allo scasso come forbici, taglierino e un tronchese. L’udienza è stata rinviata a dicembre.

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