Comune, la maggioranza è ancora sotto tiro 

Ieri sera il vertice: 13 su 25 i presenti, compresi Stanchina e Maestranzi (Patt) Il sindaco Andreatta: «Lo sgarbo in commissione Bilancio? Reagiremo»


di Sandra Mattei


TRENTO. Ex Italcementi, piano di rilancio del Bondone, piano turistico. Sono i temi affrontati ieri sera, dalle 20.30, dal vertice di maggioranza (il terzo dopo i precedenti di sabato e mercoledì scorsi). Su 25 rappresentanti della maggioranza, erano presenti in tredici: 5 sui 10 consiglieri del Pd, 2 dei 5 di Cantiere e Gruppo misto, 3 dei 4 di Futura, 1 dei Verdi e 2 dei 4 del Patt. Finita la fase sull’Avventino degli autonomisti (Pattini escluso che continua a disertare le riunioni) erano presenti sia l’assessore Roberto Stanchina che il, consigliere delegato Dario Maestranzi. «Certo che andrò - commentava poco prima della riunione Stanchina - visto che devo relazionare sul piano turistico. Dovrò confrontarmi per stabilire un criterio per aggiornare gli obiettivi di Trento turistica. Noi sui nostri temi ci siamo, perché dobbiamo rendere conto agli elettori. Politicamente prendiamo la distanza su certe: sulla sicurezza continuo a non capire perché inseguire la Lega, quando sul degrado di alcune zone si poteva intervenire molto prima». Ed a proposito di una maggioranza sempre sotto tiro, interviene Alessandro Andreatta: «Vedremo come reagire allo sgarbo fatto dalle opposizioni». Commenta così il sindaco il ribaltone in commissione Bilancio. I fatti sono noti: Silvio Carlin (Futura), che si era reso disponibile alla presidenza dopo essersi dimesso, è stato battuto per due volte dal candidato delle opposizioni, Eugenio Oliva (Pt). Il sindaco afferma: «È bene che si sappia che nella conferenza dei capigruppo, subito dopo le elezioni del 2015, si era fatto un patto per il quale la maggioranza avrebbe avuto la presidenza di 4 commissioni e la minoranza di 2, Vigilanza e Ambiente. Le stesse opposizioni era soddisfatte, perché si trattava di due commissioni importanti, perciò quell’accordo va rispettato e vedremo come, le modalità sono diverse». Se il sindaco non vuole chiarire di più, si pronuncia Paolo Serra (Pd), l’altra sera in commissione: «Potremo dimetterci da un’altra commissione, qualcosa si farà, perché non è possibile continuare con questi giochetti». Fatto sta che Carlin è andato sotto alla prima votazione, con novei presenti, perché l’hanno votato in 3 della maggioranza, mentre Oliva ne ha avuti 5, compreso quello di massimo Ducati, consigliere del Cantiere che ha dichiarato di volere avere le mani libere, dopo il rimpasto che di giunta. Oliva è stato poi votato per voti a 1. Stesso discorso per il gruppo del Patt, che procede senza una linea unitaria. L’ex capogruppo Alberto Pattini, anch’egli dimissionario in contrasto con il rimpasto del sindaco (giudicato troppo a sinistra), valuta di volta in volta come votare, mentre i due assessori Stanchina e Uez cercano di arrivare a fine consiliatura.













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