Commissione 12: c’è Dellai. E c’è la «ripescata» Penasa

Le nomine del governo: fuori Malossini, confermato Nicoletti, per la prima volta c’è un nome Svp. Indennità, oggi in consiglio Dorigatti propone la stretta


di Chiara Bert


TRENTO. Fuori Mario Malossini, presidente uscente che era riproposto dal ministro Gnudi del governo Monti, confermato il deputato Pd Michele Nicoletti, entrano per la prima volta Lorenzo Dellai, deputato dei Popolari Per l’Italia, e Franca Penasa, l’ex consigliere leghista, poi candidata alle provinciali con Forza Trentino e oggi ripescata in quota Nuovo Centrodestra di Alfano, dov’è approdata dopo la mancata elezione. Attese da mesi, sono arrivate ieri dal ministro per gli affari regionali Graziano Delrio le nomine di competenza del governo Letta per la Commissione dei 12, l’organismo di raccordo tra le Province di Trento e Bolzano e lo Stato per l'attuazione delle norme dello Statuto di autonomia, dunque anche sulle delicate nuove deleghe in materia finanziaria e tributaria: i nuovi componenti sono Dellai, Giancarlo Bressa, Brunhilde Platzer (presidente del tribunale dei minori di Bolzano), il deputato Daniel Alfreider (per la prima volta un esponente Svp tra le nomine di governo), Penasa e Nicoletti, che si aggiungono a Siegfried Brugger e Roberto Pinter, nominati nella passata legislatura dal consiglio regionale, Mario Magnani e Diego Pintarelli nominati dal consiglio provinciale di Trento, Karl Zeller e Alberto Zocchi nominati dal consiglio provinciale di Bolzano.

Contro le nomine del governo è insorta la deputata di Forza Italia Michaela Biancofiore, per la quale «Alfano conferma una totale sudditanza al Pd». «Su 12 componenti, al centrodestra è andato un solo componente nella figura peraltro rispettabile di Franca Penasa. Pd e Svp, insieme all'elemento più di sinistra di lista civica, Dellai, grazie ad Alfano avranno un potere schiacciante per varare norme costituzionali che creeranno di fatto uno Stato indipendente con i soldi dello Stato italiano». A Bolzano il capogruppo dei Verdi Riccardo Dello Sbarba ha contestato la decisione della giunta provinciale di prorogare per alcuni mesi i membri di nomina provinciale e regionale.

A Trento il presidente della Provincia Ugo Rossi ha invece espresso soddisfazione per le nomine, «un segnale di attenzione che attendevamo e che ci permette di avviare la procedura per la nomina dei nostri rappresentanti». Conferma il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti, il quale oggi - in occasione della delibera sul bilancio di Palazzo Trentini - proporrà una stretta sulle indennità per i membri di nomina provinciale e regionale: adeguamento all’indennità dei membri di nomina statale (da 1291 a 780 euro lordi al mese), la corresponsione solo dalla prima seduta e non dalla nomina e solo con almeno tre riunioni all’anno, infine niente indennità per chi ha un vitalizio da ex consigliere (come Pinter) o ex parlamentare.

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