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Caso Schützen: Baratter, Corona e Dalprà a processo

Il gip ha respinto la richiesta di archiviazione e ha ordinato l’imputazione per l’accordo preelettorale con gli Schützen


di Ubaldo Cordellini


TRENTO. L’accordo tra Lorenzo Baratter, Giuseppe Corona e il comandante degli Schützen trentini Paolo Dalprà finirà davanti al giudice. La gip Claudia Miori ha sciolto la riserva ordinando alla Procura di chiedere il rinvio a giudizio per l’ex capogruppo del Patt Baratter, Corona e Dalprà per il reato di corruzione elettorale.

La Procura aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, ma il deputato Riccardo Fraccaro aveva presentato opposizione. L’udienza si è tenuta martedì scorso davanti alla gip Miori e ieri sera è arrivata la decisione.

La gip ha argomentato la sua decisione partendo dalla considerazione che il reato di corruzione elettorale si configura «come un reato plurioffensivo, essendo con esso perseguito e tutelato non solo l’interesse dello Stato al libero e corretto svolgimento delle consultazioni elettorali, ma anche quello del cittadino potenziale elettore alla libera determinazione del proprio voto».

Per quanto riguarda il fatto in concreto, la giudice osserva che l’accordo era di chiara natura elettorale, dal momento che era stato raggiunto poco prima delle elezioni regionali del 2013 e che l’oggetto dell’accordo era il sostegno a due potenziali candidati, uno dei quali, Baratter appunto, è stato poi effettivamente eletto nella lista del Patt ed è anche diventato capogruppo del partito autonomista, ruolo da cui si è poi dimesso proprio in seguito a questa vicenda: «che il fatto va contestualizzato, ma che allo stato la sostanza dell’accordo firmato a Trento il 25 giugno 2013 appare di rilevanza penale, posto che oggetto dell’accordo era il sostegno ai due candidati e, in particolare al candidato Baratter, poi risultato eletto, da parte della Federazione degli Schützen in cambio del versamento di una quota mensile da parte degli stessi candidati, in caso di elezione e che detto sostegno non poteva che essere di natura elettorale, trattandosi di un accordo stilato in vista delle elezioni regionali del 27 ottobre 2013». Questa considerazione, quindi, sembra considerare più pesante la situazione di Baratter, mentre Corona sembra defilato, anche per il fatto che Corna, che all’epoca era vicecapo degli Schützen, nemmeno era stato candidato dal Patt.

La gip Miori, comunque, ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero affinché formuli l’imputazione per corruzione elettorale. Adesso quindi i tre finiranno davanti al giudice entro qualche mese. Si tratta di vedere se trarranno le conseguenze politiche di questa decisione, come da qualcuno preannunciato.

Al centro della vicenda una lettera, un accordo con in calce le firme di Baratter, Dalprà e Corona per il presunto versamento di 500 euro al mese alla Federazione degli Schützen n in caso di elezione in consiglio provinciale. La Procura aveva ritenuto che il comportamento dei tre indagati non avesse rilevanza penale ma apparisse come «più il frutto di una grossolana ingenuità e di un malinteso senso di quelle che sono le regole della buona politica».













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