la protesta

Bolzano, sul certificato dell’Asl compare la parola “razza”

Il caso sollevato da un paziente che si è sottoposto alla prova sotto sforzo per il rilascio del documento di idoneità all’attività agonistica presso la Medicina dello sport

BOLZANO. Nome, cognome, altezza, peso, data di nascita e poi quel sostantivo: “razza”. Che riporta ad una delle pagine più tragiche della storia e per questo ha fatto indignare il paziente. Quelle quattro lettere sono infatti stampate sul Rapporto della prova sotto sforzo, rilasciato dal servizio Medicina dello Sport dell’Asl, per il Certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica.

È successo qualche giorno fa, quando la persona, che come ogni anno effettua la prova sotto sforzo nella struttura pubblica che si trova all’interno della Clinica Santa Maria, è tornata a casa ed ha controllato i risultati.

La protesta «Non volevo credere ai miei occhi - racconta chiedendo l’anonimato - ma c’è proprio scritto così: razza. Ho controllato i certificati degli anni precedenti, ma quella famigerata parola non c’era. Allora ho inviato all’ufficio competente una mail, per chiedere un nuovo documento senza quell’ignobile sostantivo. Sono passati i giorni, nessuno mi ha risposto. Sono indignato e mi sorge un dubbio: forse volevano aggiungere anche terrone, per le mie origini meridionali e se lo sono dimenticato? Ma mi fa arrabbiare anche l’indifferenza dimostrata dalla burocrazia. In attesa di una risposta e soprattutto di un certificato senza più quell’ignobile termine, mi chiedo se si vogliono ripristinare gli infami moduli degli anni ’30, quelli delle leggi razziali? Si è forse deciso di classificare oggi cittadine\ni in base alla razza e in futuro in base alle convinzioni religiose e di sesso?».

Il precedente Un caso analogo era scoppiato due anni fa e anche allora c’entrava l’Asl. Il servizio di Neuropsichiatria infantile del Comprensorio sanitario di Bolzano aveva inviato alle scuole un questionario con cui chiedeva ai docenti di identificare anche la “razza” degli alunni seguiti. Gli insegnanti avevano protestano e chiesto spiegazioni. La vicenda era rimbalzata subito a livello nazionale ed il direttore generale dell’Asl Florian Zerzer si era scusato così: «È stato un errore di traduzione dall’inglese, non abbiamo mai pensato di chiedere ad un alunno di che razza è. Ritiriamo immediatamente tutti i formulari e li correggiamo».

A questo punto non si può che attendere che si faccia altrettanto anche stavolta, ovvero si cancelli immediatamente quel famigerato sostantivo dal Rapporto della prova da sforzo rilasciato dal Servizio di medicina sportiva dell’Asl.