Animali in fila per farsi benedire

Folla a Lizzanella per la cerimonia, tra cavalli, cani, gatti, conigli e asini


Giuliano Lott


ROVERETO. Cani, gatti, conigli, cavalli e persino un asino. Piazza Sant'Antonio era piena di animali e di curiosi, in attesa della cerimonia di benedizione. Alle 10 è iniziata la funzione religiosa, e al termine il parroco di Lizzanella ha pronunciato la formula agitando con fare solenne l'aspersorio, mentre il gruppo alpini con il cappello piumato faceva da cordone all'ingresso della chiesa, con il vicesindaco Gianpaolo Daicampi a rivestire il ruolo di rappresentante del Comune.

La benedizione degli animali ha visto una grande partecipazione da parte dei proprietari di animali, in piazza a Lizzanella c'erano centinaia di bestiole delle taglie più disparate. Dai cavalli con tanto di cavaliere (una trentina di quadrupedi ferrati che in tarda mattinata hanno sfilato per le vie del centro, lasciando a bocca aperta i bimbi a spasso con i genitori) ai gatti, ai piccoli cani d'appartamento, passando per monumentali molossi e affettuosi meticci, asini, oche e capre. Attorno al sagrato, una folla di curiosi intenta a scattare fotografie con il cellulare. Perchè oggi l'animale d'affezione appartiene a una categoria diversa rispetto alle bestie che pochi decenni fa popolavano i cortili di molte case ora inurbate. L'animale è diventato "uno di famiglia", con tutto il conseguente apparato di riflessioni sociologiche correlate. Si può guardare al fenomeno con tenerezza o con smagata criticità. Ma è indubbio che si tratti di un sentimento trasversale, molto diffuso e sentito.













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