Agitu, un premio da Slow Food

Scappata dall’Etiopia, adesso alleva capre in val di Gresta. Ora il riconoscimento alla fiera Cheese

di Matteo Cassol

MORI. Nei giorni scorsi Bra, cittadina nella provincia di Cuneo, si è confermata la capitale mondiale del formaggio grazie a “Cheese”, la rassegna internazionale organizzata da Slow Food - giunta alla decima edizione - che mette in vetrina il meglio delle produzioni lattiero-casearie di ogni angolo del pianeta. Tra i protagonisti di “Cheese” anche Agitu Ideo Gudeta, la giovane di origine etiope che in Val di Gresta ha creato un allevamento di una razza caprina autoctona minacciata di estinzione, la “pezzata mochena” e che, insieme ad altri produttori, ha ricevuto il premio “Resistenza casearia” alla presenza di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e del governatore del Piemonte Sergio Chiamparino. La giovane allevatrice è stata pure tra i protagonisti del laboratorio del gusto “Giovani casari italiani crescono”.

Agitu, 37 anni, è originaria dell’Etiopia. Ha scoperto il Trentino da studentessa, innamorandosi del territorio tanto da decidere di stabilirvisi. Scappata da Addis Abeba con la famiglia di pastori nomadi, minacciati dall’accaparramento delle terre, ha deciso di allevare a Valle San Felice, in val di Gresta, la capra di razza pezzata mochena, appunto. È titolare dell'azienda agricola "La capra felice" ed è apprezzata, come si deduce dal premio, anche per la propria attività casearia.

«Si prova un grande amore - ha detto Agitu, intervistata nell'ambito di Cheese 2015 - per questo lavoro. Oggettivamente parlando sembra un lavoro faticoso. Tutte le persone mi dicono "ma cosa fai?", ma per me non è lavorare, è contemplare. Quindi tutti i gesti quotidiani che si fanno non sono faticosi: ti danno una grande soddisfazione e stai bene, sei in armonia. Vivere in montagna per me è tutto: è bellissimo, sei in mezzo alla natura e trovi serenità e pace, ti senti un tutt'uno con quello che ti circonda. Ovviamente sono lavori che si fanno se si ha una grande passione per la montagna, una grande passione per gli animali e grande passione e amore anche per il consumatore, perché alla fine il prodotto che tu ottieni fatto così naturalmente è un cibo sano fatto con grande amore. Quindi tutto rientra in un contesto armonico».

A “Cheese” c'era anche l’assessore provinciale all’agricoltura Michele Dallapiccola, che ha fatto visita allo stand del Trentino. Intervistato da Silvio Barbero - vicepresidente dell’università di scienze gastronomiche di Pollenzo e tra i fondatori di Slow Food – Dallapiccola ha sottolineato in particolare come «Il Trentino si connota come terra di prodotti identitari, e tra questi c’è il latte, al centro di questa edizione di Cheese. Una tutela di queste produzioni deve rientrare nei ragionamenti più ampi di corrette politiche di valorizzazione del nostro territorio. Va dato merito a Slow Food - ha inoltre aggiunto l’assessore - di aver contribuito a valorizzare tante realtà contadine di montagna, alle quali va riconosciuto un giusto sostegno».

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