LAVORO

Tra alberghi e ristoranti servono 50 mila persone

Dai cuochi ai lavapiatti, dai camerieri ai receptionist, dai barman alle pulizie: ecco il fabbisogno annuo che si fatica a trovare

TRENTO. È un esercito di camerieri, cuochi, addetti alle stanze, barman, lavapiatti quello che ogni anno serve ai pubblici esercizi trentini (per la maggior parte alberghi) per affrontare le stagioni turistiche estiva e invernale. Un esercito che l’anno scorso ha superato le 50 mila persone.

A tanto, infatti, ammonta il fabbisogno dei pubblici esercizi della provincia, gli stessi che ieri - per bocca del direttore dell’Associazione albergatori dell’Asat Roberto Pallanch - hanno lanciato l’allarme sulle difficoltà di trovare personale.

I numeri (forniti dall’Agenzia del Lavoro di Trento) sono una fotografia chiara e cristallina del fatto che quando si parla di fabbisogni degli stagionali si parla di una grossa fetta dell’economia trentina. Sono numeri altissimi, anche se per la maggior parte si tratta di contratti stagionali, sottoscritti tra giugno e settembre, tra gennaio e marzo e nel mese di dicembre. Solo per Riva del Garda - che ha una stagionalità diversa dagli altri ambiti - è stato considerato un periodo diverso che va da marzo a ottobre.

La zona che registra il fabbisogno maggiore è la val di Fassa, con il Centro per l’impiego di Vigo che ha avviato al lavoro 7892 persone. Molto elevate anche le esigenze di personale degli alberghi di Riva del Garda (7314 addetti) e Tione (che copre il Trentino Occidentale) con 6311 contratti. 

Nei soli mesi di maggio, giugno e luglio si stima che le imprese che operano nel turismo abbiano bisogno di assumere oltre 12.300 persone.