IL CASO

Toninelli: "Ispezione su A22. La gestione tornerà totalmente pubblica"

Il ministro entra a gamba tesa sulla questione della concessione scaduta. E prosegue: "Vogliamo capire se è garantita la sicurezza"
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BOLZANO. «Vogliamo vederci chiaro sui disagi che si sono verificati negli ultimi giorni sulla A22 autostrada del Brennero. È infatti già in corso un'ispezione per verificare che il concessionario sia intervenuto adeguatamente per garantire la sicurezza degli utenti, come prevede la convenzione».

Lo dice il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in una nota nel quale ricorda che la concessione è scaduta da anni e si è «ad un passo dal rinnovo con una gestione totalmente pubblica e più conveniente».

«Per la gestione dell'A22 la concessione è scaduta da anni e siamo a un passo da rinnovarla con una gestione totalmente pubblica e più conveniente per i territori e per chi viaggia - aggiunge - Nonostante ciò l'attuale concessionario, la cui gestione non si può dire sia stata soddisfacente in questi giorni, e che in questi anni di proroga ha continuato a godere di ricchi profitti, ha fatto ricorso contro la rivoluzione che stiamo mettendo in atto. Una scelta incomprensibile, a meno che la si legga alla luce del tentativo di continuare a guadagnare con gli enormi dividendi di una concessione che non vorrebbero finisse mai».

«Ma noi non ci fermeremo - conclude - siamo convinti della rivoluzione nella gestione delle autostrade che stiamo portando avanti. Una rivoluzione che garantirà pedaggi più bassi ed equi, servizi migliori e utili reinvestiti sul territorio».

Biancofiore: esterrefatta da Toninelli. «Sono esterrefatta dalle affermazioni del ministro degli infrastrutture e trasporti, Toninelli, in merito all'autostrada del Brennero. O il ministro non sa o finge di non sapere o siamo innanzi all'ennesima gaffe, quando annuncia che la gestione dell'A22 tornerà pubblica». Lo afferma la deputata altoatesina di Forza Italia Michaela Biancofiore. «La società autostrada del Brennero - spiega - è già pubblica, partecipata all'oltre 81% da enti pubblici e la differenza con quella che lui chiama »rivoluzione« pare consti nel concedere semplicemente la concessione a una nuova società A22 al 100% pubblica, ma gestita dagli stessi enti pubblici di oggi, che lui dice non sono stati efficienti e ai quali ha inviato un'ispezione».

«Una partita di giro insomma - prosegue la deputata - che evidentemente il ministro ignora e che nulla ha a che fare con la governance dell'A22, che è di eccellenza, ma che ha sempre dovuto subire le ingerenze e le limitazioni della politica, essendo la concessione un vero e proprio tesoretto. La posizione di Forza Italia, che da sempre si pone dalla parte dell'economia di mercato e della concorrenza è sempre stata chiara e netta, avremmo preferito la gara che probabilmente sarebbe stata vinta dall'A22 stessa, in quanto concessionario uscente, ma oggi chiediamo perlomeno che si metta la parola fine all'ordinaria amministrazione e si affidi senza avere a cuore solo i profitti e il possesso degli accantonamenti, una concessione fondamentale che non può vivere di ordinaria amministrazione ma ha bisogno di investimenti, regole e decisioni, subito».













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