la ricorrenza

San Matteo, la Finanza trentina ricorda il suo patrono

Nell’omelia il vescovo Tisi è tornato sulla pandemia che continua ad affliggere la provincia e il mondo intero



TRENTO. Le Fiamme Gialle del Trentino – Alto Adige hanno festeggiato San Matteo, il Patrono della Guardia di Finanza, nella chiesa settecentesca di San Francesco Saverio in Trento. La sobria celebrazione eucaristica, svoltasi nel rispetto delle misure di prevenzione e contenimento dettate dall’emergenza epidemiologica da Codiv-19, è stata officiata dall’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi e concelebrata dal 2° Cappellano Militare Capo, Don Michele Magnani.

Alla stessa, allietata dai canti del coro dei Finanzieri della Scuola Alpina di Predazzo, hanno preso parte il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, Generale Ivano Maccani, ed una rappresentanza del personale della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige, in servizio ed in congedo. 

Nell’omelia Monsignor Tisi ha dedicato una particolare riflessione alla perdurante pandemia, che continua ad affliggere il mondo intero e che non risparmia il Paese e questa regione, ove le donne e gli uomini della Guardia di Finanza, nell’ambito della loro quotidiana missione a tutela della legalità, sono diuturnamente chiamati, in prima linea, a sostenere le fasce più deboli e indifese.

"Anche in questo periodo emergenziale, le Fiamme Gialle – si legge in una nota della Gdf – contribuiscono, con tenacia, passione e professionalità, a garantire che la ripresa si sviluppi in una cornice di giustizia, equità e legalità, vigilando affinché le risorse pubbliche, destinate a sostenere le famiglie, l’occupazione e le imprese, affluiscano a coloro che versano in situazioni di effettivo bisogno e siano utilizzate nel rispetto della legge.

Frodi fiscali, lavoro nero, riciclaggio, corruzione, sperpero delle risorse pubbliche, traffici internazionali di stupefacenti e oli minerali, queste sono le rotte sulle quali, in via prioritaria, si stanno concentrando e si concentreranno i nostri sforzi.

Apprezzare il lavoro della Guardia di Finanza significa condividere la lotta di chi si impegna per il bene dei cittadini, evitando che i fondi pubblici siano sottratti ai veri poveri e recuperando, dai cittadini fiscalmente disonesti, soldi da destinare alla costruzione di scuole, al pagamento delle pensioni, a sostenere il sistema sanitario, per impedire alla criminalità organizzata di infiltrarsi nei gangli dell’intermediazione finanziaria, dei mercati e dei tessuti economico- produttivi”.













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