Scoppia petardo, mano dilaniata 

Folgaria. L’allarme poco prima di mezzogiorno. L’uomo, 44 anni di origine romena. si trovava con i due figli adolescenti lungo la strada tra passo Sommo e Fiorentini. Pare che l’ordigno sia esploso prima di lanciarlo, il ferito è stato operato a Verona: potrebbe perdere l’arto


FOLGARIA.


FOLGARIA. Quando dei passanti lo hanno visto vagolare senza meta sulla strada che da passo Sommo va verso i Fiorentini, con una mano sanguinante assieme a due ragazzi, si sono preoccupati e hanno chiamato i soccorsi. Mancava una ventina di minuti a mezzogiorno quando la segnalazione è arrivata alla centrale operativa di Trentino emergenza, che ha inviato sul posto l’elisoccorso. Nel frattempo, l’uomo era stato raggiunto dall’ambulanza della croce rossa di Folgaria, che si è occupata di assistere il ferito. Del fatto è stata informata anche la stazione dei carabinieri, con una pattuglia che si è precipitata sul posto, a circa 5 chilometri da passo Sommo, nei pressi di Cherle. Un tratto di strada senza abitazioni, elemento che rende ancora più strana la vicenda. Il ferito, un uomo di origine rumena di 44 anni, è stato trovato in forte stato di choc, con la mano destra squarciata da una violenta esplosione che ha ridotto in brandelli l’arto. L’uomo, che con tutta probabilità voleva festeggiare con dei botti il carnevale assieme ai due figli adolescenti, deve aver commesso qualche leggerezza, forse solo indugiando un po’ troppo prima di lanciare il petardo. E doveva trattarsi di un petardo potente, perché il botto è stato sentito in modo distinto nella frazione Morganti, che si trova dall’altra parte della valle. L’ordigno, esplodendo, ha devastato la mano dell’uomo, provocando una forte emorragia. Tutto ciò davanti agli sguardi atterriti dei figli, che a loro volta vedendo il padre sotto choc, non sapevano come reagire, né cosa fare. L’uomo ha iniziato a girare a vuoto, confuso forse in cerca di aiuto, ma come incapace di reagire, e i figli non facevano che seguirlo in questa corsa disperata, in strada, a qualche chilometro dalla casa abitata più vicina. Lì l’elicottero del 118è atterrato, facendo scendere gli operatori che subito si sono prestati a medicare la mano dilaniata, in modo da poter trasportare il ferito all’ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto. Qui dopo pochi minuti è atterrato il velivolo, e il quarantaquattrenne è stato accompagnato in pronto soccorso , dove però i sanitari hanno capito che per salvare almeno qualcuna delle dita serviva un intervento di alta specializzazione. L’uomo è stato così trasferito all’ospedale Borgo Roma di Verona, dove è stata allestita una sala operatoria per ridurre le gravi lesioni alla mano. Sul posto, i carabinieri hanno stabilito che in effetti l’uomo aveva esploso un potente petardo e che per una fatale disattenzione, o forse una semplice sottovalutazione del rischio, lo scoppio era avvenuto mentre teneva l’ordigno in mano. Gli effetti sono stati terribili per la mano, e i medici di Verona hanno fatto ciò che potevano per salvare almeno ciò che rimane.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle