Frapporti: «La cattura di M49 è solo l’ennesimo errore»

Rovereto. «Si può chiudere in un recinto un animale capace di farsi 90 chilometri in pochi giorni, guadando l’Adige e salendo per le montagne? Dal punto di vista morale, è quasi peggio di assumersi...

Rovereto. «Si può chiudere in un recinto un animale capace di farsi 90 chilometri in pochi giorni, guadando l’Adige e salendo per le montagne? Dal punto di vista morale, è quasi peggio di assumersi la responsabilità di sparargli». Ad Andrea Frapporti la cattura di M49, soprannominato “Papillon” per la sua capacità di “evadere” da Casteller e di sfuggire per un anno alla trappole dei forestali, sembra l’ennesimo errore. «Non è un animale che può sopportare la prigionia. Tenterà ancora di scappare, a costo di ferirsi o ammazzarsi. Non è accettabile l’idea di condannarlo a una sorta di ergastolo solo per avere fatto l’orso. Tra l’altro, provocando sicuramente dei danni, ovviamente risarciti, ma senza mai essersi dimostrato pericoloso per l’uomo. Ma al di là dell’aspetto morale, la cattura, che ha richiesto un anno di lavoro, è un errore semplicemente perché non risolve affatto il problema della convivenza con l’orso. Ce ne sono una ottantina, e anche se più o meno confidenti con l’uomo, sono tutti orsi. Vogliamo portarli tutti in quel recinto? Le soluzioni vanno trovate in montagna, da parte dei gestori di quelle attività, spesso sostenute dai fondi pubblici, che con gli orsi ed i lupi devono convivere. Gli animali vanno vigilati, non abbandonati in montagna. È provato che i cani da guardiania sono assolutamente efficaci nello scoraggiare attacchi. Allo stesso modo i recinti elettrificati si sono dimostrati efficaci per difendere gli apiari. Insomma, i modi per far convivere allevamento e animali selvatici ci sono, come ci sono sempre stati. Catturare M49 è insistere con una visione sbagliata, se non altro perché del tutto inefficace nel affrontare complessivamente ilproblema».