Dolomiti Pride: Villa sì, Rovereto forse 

La sindaca Baroni ha concesso il patrocinio: «Discriminazioni da combattere». Valduga: «Decideremo entro domani»


di Giuliano Lott


ROVERETO. Villa Lagarina ha deciso: la sindaca Romina Baroni ha concesso il patrocinio del Comune al Dolomiti Pride “Orgoglio senza confini” che si svolgerà a Trento per dare voce e visibilità alle istanze di libertà, autodeterminazione, inclusione e uguaglianza della comunità Lgbtqia (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali, asessuali). Rovereto invece nicchia, ma il sindaco Francesco Valduga assicura che una decisione nel merito verrà presa a brevissimo, al più tardi entro domani. Dato che nessun evento particolare verrà ospitato in Vallagarina, il patrocinio assume una valenza più politica che pratica. Soprattutto quando viene negato.

Ad oggi hanno aderito al Dolomiti Pride la Provincia di Bolzano (ma non quella di Trento, e il leader di Arcigay Paolo Zanella aveva bollato il rifiuto come uno “scivolone” di Ugo Rossi o in alternativa come scelta - dopo la debacle elettorale del 4 ottobre - “di riposizionarsi a destra” ), i comuni di Trento, Bolzano e Merano, il Forum trentino per la Pace e i Diritti umani, la Commissione provinciale Pari opportunità e numerose sigle di area sindacale (Cgil e Uil, Arci), oltre all’Anpi e altre associazioni della società civile. La data fissata è quella del 9 giugno, e secondo Valduga «non c’è fretta (per l’eventuale patrocinio, ndr.)». Sull’opportunità di concedere o meno il patrocinio si discuterà dunque a breve (con una formula che potrebbe essere più ampia rispetto alla semplice decisione del sindaco), ma la richiesta è arrivata oltre un mese fa e gli eventi collegati (incontri, spettacoli, confronti) sono partiti il 7 aprile scorso.

Intanto Villa ha rotto gli indugi e la sindaca Romina Baroni commenta così la decisione del Comune: «Il nostro è un territorio di confine e di minoranze, abituato alla ricchezza dell’incontro e alla contaminazione, tuttavia non si possono nascondere qualche tensione e discriminazione che vanno combattute con la forza della conoscenza, del dialogo, della solidarietà e dell’accoglienza. In questa prospettiva il significato del nostro patrocinio».

Dal punto di vista del Comune di Rovereto, la scelta del patrocinio rappresenta un’opzione politica, di adesione ai princìpi del Pride, che se sul piano del rispetto delle diversità e di contrasto dell’omofobia non rappresenta una difficoltà, sul livello programmatico (in particolare sulle adozioni per le coppie omosessuali, la fecondazione eterologa e il cosiddetto “utero in affitto”, o Gpa, gestazione per altri) qualche imbarazzo in giunta lo può creare. Se non altro per le posizioni di cautela a cui il sindaco Valduga sembra volersi ispirare.

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