L’agenda ambientalista scalda i candidati sindaci 

Verso le elezioni a Riva. L’uscente Mosaner, Malfer, Santi e Matteotti pronti al confronto su cementificazione, fascia lago, mobilità e tunnel. Barbagli (Verdi) deluso per il mancato accordo


MATTEO CASSOL


Riva. Dopo l’annuncio del vademecum per il futuro sindaco da parte del Coordinamento ambientalista Alto Garda, il primo cittadino uscente Adalberto Mosaner si dice convinto di aver già portato avanti gran parte dell’agenda “verde”, il principale sfidante Mauro Malfer (il più indirettamente “bacchettato” in particolare sui tunnel del Brione) attende un faccia a faccia per esprimere organicamente la propria visione, per la candidata del centrodestra Cristina Santi è necessario un cambio di paradigma e soprattutto di amministrazione, il portacolori dei 5 Stelle Andrea Matteotti condivide quasi per intero le proposte degli ecologisti, ma spinge per un collegamento interrato tra via Padova e Lidl, mentre Paolo Barbagli (Verdi) si rammarica per il mancato ingresso dei componenti del Coordinamento in “Riva Bene Comune”.

«Nel dettaglio – spiega Mosaner – affronterò i vari punti direttamente con il Coordinamento, che mi ha chiesto un incontro. I temi sono tutti importanti e c’è una sintonia di fondo. Su alcuni di essi ci sono già stati pronunciamenti del Consiglio, contro la Valdastico e sul piano stralcio. Sulla rete delle ciclabili siamo costantemente al lavoro. Sulla fascia lago vedo consonanza con la proposta dell’amministrazione, mentre per quel che riguarda la qualità dell’acqua per la prima volta quest’anno Riva ha ottenuto la Bandiera Blu».

«Il tema – commenta da parte sua Malfer – è molto delicato. Voglio incontrare questi signori per spiegare quello che abbiamo in testa per il futuro. Non entro nel merito del “tunnel sì o tunnel no”. Alla base c’è un ragionamento articolato che va spiegato nel modo giusto. C’è un pregresso, bisogna capire tutte le dinamiche che hanno portato al piano stralcio della mobilità. È il caso che ci mettiamo attorno a un tavolo e ragioniamo con tutti gli elementi per il bene del nostro territorio».

«Come centrodestra – sostiene Santi – abbiamo più volte denunciato una cementificazione esasperata negli ultimi trent'anni. La prossima consiliatura deve sicuramente porre attenzione alla salvaguardia dell'ambiente e del territorio. La nostra città deve necessariamente fare una svolta "green", per salvaguardare il benessere dei propri cittadini e per il rilancio turistico. Questo potrà avvenire solo attraverso una scelta consapevole di cambiamento: l'amministrazione che ci ha governato nei ultimi decenni ha dimostrato tutti i suoi limiti e incapacità, e questo è sotto gli occhi di tutti». Quanto ai tunnel, «noi pensiamo che prima di parlare di tunnel bisogna rivedere tutto il piano di mobilità e soprattutto attendere il collegamento Rovereto-Riva che aspettiamo da 60 anni. Non siamo stati capaci di fare una strada necessaria e parliamo addirittura di due tunnel. È l'effetto elezioni».

«Gran parte delle idee e dei concetti proposti dalle associazioni ambientaliste – argomenta Matteotti – ripercorrono quanto ho già detto e fatto in cinque anni da consigliere. Basti pensare a tutte le idee, proposte, mozioni ed emendamenti al bilancio che ho presentato e che sono stati bocciati o completamente ignorati sia da Mosaner che da Malfer. Io sono pronto a confrontarmi e collaborare con il coordinamento ambientalista soprattutto sulla fascia a lago, riguardo alla quale in passato abbiamo avuto opinioni diverse. Come Movimento 5 Stelle abbiamo già proposto un grande parco di 40 ettari con regole uguali per tutti e zero nuove edificazioni. E questo deve valere principalmente per la colonia Miralago, che deve tornare a essere un parco di alta qualità e valore ambientale diventando così un forte richiamo turistico e una vitale risorsa economica. Per questo secondo noi i volumi esistenti vanno abbattuti oppure trasferiti fuori dalla fascia lago». E la questione tunnel? «Sono totalmente contrario al tunnel ferroviario (nord-sud) per collegare il Cretaccio con porto S. Nicolò, mentre sarei favorevole a un tunnel stradale est-ovest per liberare la litoranea e viale Rovereto. Proporrei un tunnel a partire dall'imbocco della paramassi di Torbole (zona Lidl) passando per la zona del nuovo tennis per arrivare direttamente su via Padova, con percorso tutto interrato e un’area sovrastante da dedicare a viabilità di quartiere e ciclabile».

«Spiace rilevare – conclude Barbagli – che il gruppo autonominatosi “Coordinamento ambientalista Alto Garda”, constatata l'impossibilità di presentare una lista propria e vista l'assoluta concordanza programmatica, non abbia accettato l'invito a entrare nella lista “Riva Bene Comune - Futura - Verdi e Sinistra”. L'impatto sulla politica decisionale rivana sarebbe stato decisamente maggiore che limitarsi a sottoporre un sia pur lodevole documento di intenti».













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