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Reddito di cittadinanza, in Trentino 45 percettori abusivi scoperti dalla Finanza

Incassati indebitamente 112 mila euro: c’è chi non ha comunicato di aver trovato lavoro e chi ha omesso di denunciare le vincite al gioco



TRENTO. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Trento, a seguito di un’attività d’intelligence ad ampio raggio nel settore della spesa pubblica, hanno accertato che 45 persone hanno indebitamente percepito il “Reddito di Cittadinanza” usufruendo di illegittime erogazioni del beneficio, per complessivi 112 mila euro.

Questa forma di assistenza economica, introdotta nel 2019, è uno strumento di politica attiva del lavoro, di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale, riservato a coloro che versano in condizioni reddituali disagiate o che si trovano disoccupati, a causa di una recente perdita del lavoro.

Inchiesta delle Fiamme Gialle di Trento: scoperti 45 disonesti del reddito di cittadinanza

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Trento, a seguito di un’attività d’intelligence ad ampio raggio nel settore della spesa pubblica hanno accertato che 45 persone hanno indebitamente percepito il “Reddito di Cittadinanza” (RdC), usufruendo di illegittime erogazioni del beneficio, per complessivi 112 mila euro.

Il beneficio, pertanto, spetta alle persone in possesso di particolari requisiti - di cittadinanza, residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali, nonché di ulteriori presupposti di “compatibilità”, quali, ad esempio, il non essere sottoposti a misure cautelari e il non essere stati condannati, nei dieci anni precedenti, per una serie di gravi reati.

Le Fiamme Gialle trentine, al fine di assicurare che le risorse pubbliche giungano a chi ne ha realmente bisogno, hanno concentrato l’attività di controllo sulla veridicità dei dati contenuti nelle autodichiarazioni presentate nel territorio provinciale

I controlli hanno consentito di rilevare 45 posizioni irregolari, con conseguente indebita percezione del reddito di cittadinanza, poiché i beneficiari non erano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Diverse e, in certi casi, singolari, le violazioni accertate. In 6 casi, gli approfondimenti svolti hanno consentito di rilevare che i beneficiari, omettendo di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva Unica  i redditi correlati alle vincite conseguite al gioco online, per un totale di quasi 350 mila euro di premi in denaro, hanno fornito informazioni non veritiere con riferimento alla propria posizione reddituale.

In altri casi, invece, le stesse vincite sono state conseguite nel periodo in cui il RdC veniva già percepito, ma non sono state comunicate all’INPS, perché questo avrebbe fatto perdere il diritto al beneficio. In 5 casi, entrambi soggetti stranieri, la causa della illegittima fruizione del beneficio è consistita nella mancanza del requisito della residenza, tenuto conto che la legge prevede che il richiedente il sussidio debba essere residente in Italia da almeno 10 anni e che lo sia stato continuativamente negli ultimi due anni.

Infine, tra coloro che hanno percepito indebitamente l’erogazione pubblica figurano 3 soggetti che hanno omesso di comunicare la presenza, all’interno del proprio nucleo familiare, di soggetti in stato detentivo, circostanza quest’ultima che incide sui parametri normativi fissati per l’erogazione del reddito e, addirittura, due soggetti che hanno percepito il reddito di cittadinanza mentre stavano scontando una condanna in carcere.

Diversi sono, ancora, i casi di mancata comunicazione, successivamente alla dichiarazione, della variazione delle condizioni che davano diritto al RdC: 7 persone avevano omesso di comunicare di aver iniziato un’attività lavorativa. Tutte le irregolarità accertate sono state segnalate all’INPS, per l’avvio delle procedure di revoca del beneficio e restituzione delle somme indebitamente percepite, ammontanti ad oltre 110 mila euro. I 41 responsabili sono stati denunciati alle Procure competenti.













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