Trento

Post sessista, Valentini si dimette dalla Commissione cultura di Gardolo

Il gesto dell’esponente di Fratelli d’Italia dopo la bufera seguita al suo post su Facebook che aveva suscitato lo sdegno anche del suo stesso partito

TRENTO. Dopo un post sessista scritto e poi cancellato dai social, il musicista e produttore Luca Valentini si è dimesso dall'incarico nella Commissione cultura della Circoscrizione di Gardolo, dove era stato nominato su indicazione di Fratelli d'Italia, con cui è stato candidato alle scorse elezioni comunali senza però essere eletto.

Valentini, che si è successivamente scusato, anche se parzialmente, sempre sui social, è finito al centro delle polemiche per un post su Facebook che ha scatenato la reazione dei suoi stessi colleghi di partito.

La decisione è stata presa ieri sera (23 novembre) in Commissione. «Hanno ritenuto che io non potessi stare più all'interno della Commissione cultura. Ci siamo messi d'accordo e io ho valutato il fatto che fosse opportuno prendere questa decisione per rispetto. Ho valutato che una situazione del genere poteva creare solo danno all'interno della commissione», commenta lo stesso Valentini.

Sulla vicenda sono intervenuti anche il coordinatore regionale Alessandro Urzì ed il capogruppo di FdI in Consiglio provinciale a Trento Claudio Cia. A rilanciare quanto scritto da Valentini è stata Alessia Ambrosi, anche lei di Fratelli d'Italia e anche l'assessora alle Pari opportunità della Giunta provinciale di Trento, Stefania Segnana, ha stigmatizzato le parole di Valentini.

Il Collegio di garanzia di FdI sta esaminando tutta la documentazione e valutando eventuali provvedimenti, spiega Urzì: «Da parte mia avevo già provveduto a rimuoverlo dall'incarico di referente del dipartimento media e telecomunicazioni. Il partito non deve avere ambiguità sulle proprie posizioni».

Valentini auspica invece di poter rimanere in Fratelli d'Italia: «Io attendo un attimo che tutta la burrasca passi perché ho dei progetti culturali che affronteremo insieme a Fratelli d'Italia. Logicamente alcuni dei miei, diciamo così, compagni non hanno accordato alcune cose. Alcuni hanno usato sproloqui per la propria immagine. Però da che mondo è mondo funziona così. Ma io credo in Fratelli d'Italia e intendo andare avanti».