Progetti e sogni per pochi intimi 

L’incontro pubblico. Scarsa partecipazione (circa 50 persone) alla serata nella quale il sindaco Roberto Oss Emer ha presentato ai residenti  del centro (circa 11 mila) l’attività dell’amministrazione comunale tra opere già realizzate, in via d’attuazione e ancora in fase di previsione


ROBERTO GEROLA


Pergine. Poco più di 50 persone giovedì sera hanno accolto l’invito del sindaco Roberto Oss Emer per l’incontro con la popolazione di Pergine centro (11.000 residenti circa) che se si tolgono appunto sindaco, assessori e qualche consigliere, si riducono a una quarantina. Disaffezione? Disinteresse? Va tutto bene? Le interpretazioni sono tante. La serata è durata poco più di due ore. Per la quasi totalità sono state impiegate per l’elencazione delle opere pubbliche in essere: concluse, in appalto, in progettazione, previste ma senza progetto, previste senza finanziamento, ma anche libro dei sogni.

Un problema di lunga data

E tra queste ultime, è tornata a far capolino l’idea di interrare il tratto perginese della linea ferroviaria, un’opera per la quale ci si batteva ancora negli anni 90 proprio per un maggior collegamento tra Pergine centro e le frazioni soprattutto del conoide della Marzola (Susà, Canale, San Vito), ma anche tutti i residenti nelle affollate vie Graberi, Vigolana, Marzola, Molin del Palù. Roncogno e Costasavina sono servite dal sovrappasso di via Rosmini, insieme alla zona di Fornaci.

Il diritto ad avere un sogno

Oss Emer l’ha presentata come una sorta di opera di cui Pergine ha diritto. Appunto sul finire degli anni 90, l’opera era stata valutata come difficile da realizzare. Tra l’altro anche il nuovo centro intermodale rientrava (si diceva allora) tra le opere cui metter mano per realizzare il lungo tratto da interrare gradualmente per poi arrivare alla galleria.

Occhio alla viabilità

Ma a parte questi “sogni”, le richieste da parte dei cittadini hanno riguardato tutti (a parte un paio) la viabilità. Condivisa la realizzazione dei marciapiedi in via del Mani (da Zivignago al ponte di Serso) e in via Dolomiti (da via Regensbuger al ponte di Serso) sono emerse anche altre criticità. Per esempio il traffico sempre più consistente in via Maier interessata al transito di automezzi da Villa Rosa ai Dosseti passando per via Tre Novembre. La risposta: «Soluzioni non ce ne sono perché manca una circonvallazione est». Poi un’uscita dal viadotto – statale 47 all’altezza del Doss dela Roda per evitare il traffico (e i camion) in via Rosmini e su viale Dante; asfalto fono assorbente per via Rosmini, problemi di convivenza tra auto in uscita sulle ciclabili (specie in via Regensburger) e appunto ciclisti, nonché tra bici e pedoni magari con i cani. Per la zona oltre ferrovia chiesta un’area verde: si farà a ridotto dell’edificio sorto sulla ex falegnameria Tavelli.

Il centro storico

Il problema del centro è stato sollevato da Nadia Delugan (Copi) con il discorso scivolato sulle Feste medievali, sugli alti affitti che fanno chiudere i negozi. Ma non si è parlato della pavimentazione del centro storico, né da una parte né dall’altra. piazza Gavazzi, via Pennella, via Crivelli, Marcadel presentano vistosi rappezzi di asfalto tra i cubetti di porfido e vaste chiazze di porfido sconnesso e in pezzi, avvallamenti e via dicendo. Una situazione più volte lamentata e in attesa di interventi.













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