Prime dure schermaglie in consiglio a Levico 

Clima politico rovente. Esordio della nuova giunta guidata dal sindaco Gianni Beretta Dal Bianco (M5S) polemico sulla regolarità degli eletti. Scintille anche sul nome del presidente


Beppe Castro


Levico terme. Clima politico più arroventato di quello atmosferico nel giorno di esordio per la giunta capitanata dal sindaco Gianni Beretta. Giovedì scorso, l’aria che si è respirata nel palazzo di città di via Marconi 6, al debutto di consiglieri e assessori nella riunione del “parlamentino” di Levico Terme, era quella delle grande occasioni, ma le tensioni tra maggioranza e opposizione, sembrano coinvolgere il piano personale ancor più che quello politico. Prima parte della seduta aperta dal “consigliere anziano“, Enzo Latino. Il sindaco, che ha tralasciato la relazione programmatica, dopo aver giurato di fronte all’aula, ha reso nota la giunta che lo seguirà nel mandato 2019-2025. Patrick Arcais, Monica Moschen, Emilio Perina e Moreno Peruzzi, unico assente alla prima assemblea, sono gli assessori nominati da Beretta.

Punti approvati

Una prima seduta che ha visto l’approvazione di tutti i sette punti inseriti all’ordine del giorno con i passaggi ordinari completati in circa un’ora e mezzo di civico consesso. Si è passati, con qualche intoppo istituzionale e dimenticanza di troppo (saltati più punti all’odg.), dall’esame delle condizioni di eleggibilità e compatibilità del sindaco e dei consiglieri proclamati eletti, al passaggio di consegne in casa Lega tra il dimissionario Moreno Osler e Cristian Libardi primo dei non eletti del Carroccio. Adempimenti che hanno portato già ad un primo scontro aspro tra la maggioranza e l’opposizione alla presenza di tanti cittadini che hanno assistito alla riunione che inaugura il corso amministrativo. Toni che si sono più alzati durante l’accertamento della regolarità degli eletti con il pentastellato Maurizio Dal Bianco protagonista: prima ha chiesto di conoscere la data delle dimissioni di Gianni Beretta dal consorzio Levico Terme che raccoglie gli operatori commerciali del centro termale, e subito dopo si è rivolto a Monica Moschen chiedendo se avesse già rassegnato le dimissioni dalla consulta comunale. Beretta ha replicato che darà a tutti la copia della richiesta di dimissioni avanzata prima delle elezioni del 26 maggio. La Moschen invece deve ancora dimettersi dalla carica, ma in sua difesa è intervenuto il segretario comunale che ha affermato che non sussistono elementi di incompatibilità anche se “è necessario presentare le dimissioni da consigliere di consulta entro 10 giorni”.

La polemica di Dal Bianco

Replica polemica di Dal Bianco: “Serve serietà e precisione, l’esordio di questa amministrazione non è dei migliori”. Scaramucce che sono proseguite sulla presidenza dell’aula dopo la proposta del consigliere Paolo Andreatta di affidare questo ruolo a Enzo Latino del Pd. Tra i banchi dell’opposizione reazioni a catena prima di Tommaso Acler e poi di Maurizio Dal Bianco e Cristian Libardi. “Visto il successo elettorale risicato di Beretta -ha affermato Acler- ci auspicavamo almeno che la presidenza dell’aula spettasse a un rappresentante della minoranza e Laura Uez sarebbe stata una figura in grado di svolgere questo ruolo. Sarebbe stato un bel gesto di distensione e riconciliazione, invece la candidatura di Latino si è rivelata semplicemente il frutto di una bieca spartizione, per risarcire il candidato sindaco del Pd”. Latino uscito di scena al primo turno, ha poi appoggiato Beretta al ballottaggio, sostegno rivelatosi determinante per la elezione del 47enne commerciante levicense. “La maggioranza -ha proseguito Acler - si è allargata con Latino e da stasera è di 13 e non più di 12 componenti”. Beretta abbastanza stizzito ha polemicamente rinfacciato ad Acler di essersi congratulato dopo la sua elezione a sindaco con “un misero messaggio su WhatsApp”. Il primo cittadino poi ha esaltato la figura di Latino: “Il consigliere del Pd è in grado di svolgere in maniera equa il ruolo di garanzia. Propongo per la vice presidenza del consiglio di assegnare l’incarico a Laura Uez”. Si è poi proceduto alle votazioni con Latino eletto con 12 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto mentre la Uez all’unanimità. A seguire altri momenti di caos in aula, al quale ha contribuito anche la poca dimestichezza di Latino con la prassi istituzionale. Consiglio comunale terminato dopo le 21.30, ma l’atmosfera che si è respirata al debutto tra le due rappresentanze politiche di Levico Terme, non lascia presagire nulla di buono in futuro.















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