Nel cielo del Parco volano dieci coppie di aquile 

Primiero. Resi noti i risultati di una ricerca condotta tra il 2018 e il 2019 a di Paneveggio Pale  di San Martino: 20 sono “stanziali” ma nell’autunno scorso ne erano state avvisate il doppio


RAFFAELE BONACCORSO


Primiero. Il Parco di Paneveggio Pale di San Martino ha dato notizia di interessante studio sulle aquile reali presenti nel proprio territorio o in aree limitrofe. Si è trattato di uno specifico monitoraggio realizzato fra il 2018 e il 2019. Personale apposito ha seguito le varie coppie che gravitano nel Parco o nei territori vicini, individuando i siti di nidificazione e quindi determinando i parametri demografici della popolazione.

Il monitoraggio è stato condotto su un’area di quasi 1.000 km², con un importante sforzo in termini di personale impiegato. «Nell’area di studio – hanno spiegato i responsabili della ricerca – sono state individuate 12 coppie, 10 delle quali interessano direttamente il Parco. Nove coppie sono formate da individui adulti, due coppie sono miste, cioè formate da un componente adulto e uno immaturo, ed una coppia è formata da soggetti immaturi. Nel 2019 sono state 4 le coppie che si sono riprodotte con successo (il 33% di quelle presenti), un valore piuttosto basso, tipico di popolazioni ad alta densità. Le 4 coppie sono riuscite a far involare un’aquila giovane ciascuna. La densità rilevata è stata pari a 12,3 coppie/1.000 km², mentre la dimensione media dei territori è stata di 81,4 km². Nell’area di studio sono noti 53 nidi. Ogni coppia dispone da 1 a 11 nidi, con una media di 4,4 nidi per coppia. Si stima che nell’autunno 2019 fossero presenti nell’area indagata da 35 a 40 aquile; 24 esemplari che compongono le 12 coppie territoriali e da 7 a 12 esemplari non territoriali e i 4 giovani nati in loco».

Non sono in tanti a sapere che il territorio del Primiero e del Vanoi dispone di un così importante patrimonio naturalistico. Le aquile sono caratterizzate «da particolare robustezza e prestanza fisica – si legge nei trattati di scienze naturali – becco potente e uncinato, testa grande, ali ampie, corpi generalmente ricoperti di piume fino alle zampe che presentano artigli robusti, ricurvi e affilati. Hanno un volo potente e maestoso; piombano dall'alto rapidissime sulle prede per poi afferrarle a volo radente».

Naturalmente è grande la soddisfazione dei dirigenti del Parco, perché poter certificare tali importanti numeri che dimostrano come il Parco riesce a “dare casa” a così splendidi esemplari di volatili cosiddetti “rapaci”, è un vanto naturalistico che arricchisce l’immagine del Parco stesso.













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