La studentessa ora è la dirigente 

L’Istituto Comprensivo. Daniela Fruet è stata alunna delle medie Ciro Andreatta, dove poi ha anche insegnato fino  a diventarne vicepreside. Sulle medie: «Pergine ha bisogno di una scuola moderna, adeguata alle esigenze dei giovani»


ROBERTO GEROLA


Pergine. Ha preso servizio a Pergine, tra curiosità e interessanti considerazioni, la nuova dirigente scolastica Daniela Fruet. E’ approdata all’Istituto comprensivo cui fanno capo le elementari Don Milani, le medie Andreatta, le scuole di Canezza e Zivignago e quelle in val dei Mocheni di Sant’Orsola e Fierozzo. In totale 966 scolari. Tra le curiosità, una riguarda la sua vita e la sua carriera professionale.

Dai banchi alla scrivania

Daniela Fruet è stata studentessa delle scuole medie “Ciro Andreatta” edificio scolastico la cui costruzione risale al 1973. Vi ritornò da insegnante dal 2000 al 2008 (con l’incarico di vicepreside). Lasciò la cattedra a Pergine per trasferirsi a Levico come dirigente scolastica. Dopo 11 anni ritorna a Pergine come dirigente. Soddisfazione nelle sue prime parole ieri quando l’abbiamo intervistata. Soddisfazione di essere tornata a Pergine e nella stessa scuola dove ha studiato e insegnato. Riuscirà anche a “gestire” le prospettive che riguardano la “sua” scuola dove ha imparato e insegnato? Potrebbe voler dire che fra qualche anno la comunità perginese avrebbe a disposizione quella scuola programmata nell’area di via Montessori: le nuove “Andreatta” appunto al posto delle quasi cinquantenarie “Andreatta” di via Caduti.

Uno sguardo al passato

«Ricordo - dice - che il nuovo edificio regalato da Roma, risolse non pochi problemi per la popolazione scolastica di allora. L’edificio era considerato all’avanguardia per quei tempi e svolse la sua funzione egregiamente. Certo che con il passare gli anni, l’edificio mise in mostra tutti i propri difetti di costruzione soprattutto. Ma anche tanti aspetti negativi considerando la nuova concezione degli spazi didattici».

Uno sguardo verso il futuro

Per quanto riguarda le “Andreatta”, la dirigente spiega che «Pergine ha estrema necessità di una scuola moderna, adeguata alle esigenze dei giovani, con spazi e attrezzature che rispondano ai nuovi canoni che si inserisca anche dal punto di vista sociale dentro la comunità in cui opera. Oltre che essere di architettura moderna deve avere spazi necessari alla sperimentazione di cose nuove, quindi aperta alle novità alla società pur nella necessaria lentezza dell’apprendimento».

I numeri

In questi giorni la dirigente Daniela Fruet ha avuto i primi contatti con gli insegnanti e il personale che opera nell’amministrazione. Sono 966 gli studenti dell’istituto comprensivo. Di questi, 363, divisi in 17 classi sono ospitati alle Medie Andreatta, gli altri 603 sono scolari delle elementari: 277 (14 classi) alle “Don Milani”, 98 (5 classi) a Canezza, 134 (7 classi) a “La Fonte” di Zivignago; 62 (5 classi) a Sant’Orsola e 32 (5 classi) nella scuola speciale di Fierozzo. Speciale in quanto è stata istituita a tutela del patrimonio culturale della etnia mochena, a completamento dell’azione svolta dall’Istituto culturale mocheno. E proprio questa scuola con il suo entroterra mocheno, la nuova dirigente assicura che «sarà al centro dell’attenzione puntuale e precisa da parte mia». Con qualche altra considerazione su questo tenore assicura la comunità mochena del suo pieno appoggio alle iniziative e alle necessità che emergeranno. Del resto, in questo contesto, c’è un secondo aspetto curioso. Daniela Fruet si trova a gestire la scuola mochena con la sua azione diretta alla conservazione e tutela del patrimonio culturale della popolazione mochena, da figlia del primo presidente dell’Istituto culturale (con sede a Palù) quando mocheni e cimbri erano assieme. A quel tempo, era appunto presidente Achille Fruet, papà della dirigente.













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