«Fersina, Agro Irriguo in regola» 

Il presidente Laner: «Da parte della Provincia non c’è stato alcun seguito alle ingiunzioni sulle prese»


di Roberto Gerola


PERGINE. In occasione della seduta consiliare speciale convocata per giovedì della prossima settimana si potranno conoscere direttamente dagli interessati la situazione e le azioni da portare avanti per risolvere le problematiche relative alla presenza di acqua nel torrente Fersina. Alla seduta parteciperà, infatti, l’assessore Mauro Gilmozzi con i suoi tecnici del settore, gli stessi che in questi quattro mesi si sono incontrati con i rappresentanti delle realtà che in qualche modo gravitano attorno al Fersina: Comuni (Pergine soprattutto), Stet spa, Pescatori, consorzi irrigui (Agro Perginese e Serso).

L’incontro era stato chiesto ancora qualche tempo fa dal Pd perginese proprio per conoscere le azioni che l’ente pubblico aveva intenzione di intraprendere per garantire il deflusso minimo vitale (dmv) e quindi a tutela dell’ambiente. Una situazione che in questi ultimi mesi è decisamente migliorata grazie alle piogge persistenti, ma che evidentemente rappresentano un fattore contingente. L’incontro di Gilmozzi e i suoi tecnici con il consiglio comunale sarà pubblico e segue quello avvenuto in aprile con qualche polemica a distanza tra il Servizio provinciale e in particolare l’Agro irriguo “preso di mira” dai tecnici per possibili irregolarità. Con Luigino Laner (presidente dell’Agro) a replicare alle “imposizioni” provinciali e a dichiararsi sostanzialmente in regola. «Non c’è stato alcun seguito - ci ha detto ieri Laner - salvo qualche tentativo di incontrarci, ma mai non concretizzato».

Così giovedì prossimo, la Provincia si presenterà con le considerazioni e le intenzioni espresse nel verbale relativo della seduta del 19 aprile scorso? Nei confronti dell’Agro perginese si era parlato di «ingiungere la sistemazione dell’opera di presa per limitare i prelievi ai valori di portata concessi». Ma Laner aveva risposto che già lo si faceva e i prelievi avvenivano solo in assenza di pioggia». Sembra molto più importante ai fini della tutela dell’ambiente fluviale (ma non solo) la modifica dei macchinari che alla centrale idroelettrica di Canezza producono energia elettrica. Si era, infatti, parlato di sostituire le attuali due turbine “Francis” con una “Pelton” più adatta a “lavorare” portate variabili evitando accumuli e rilasci con effetto spazzamento. Saranno quindi chiariti gli interventi a breve termine e a lungo termine e con la seduta aperta al pubblico, viste le molte azioni (interrogazioni, incontri, raccolte di firme, documenti) fatte, l’interesse sarà notevole.













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