Due forme d’arte di oggi entrano fra le mura di ieri 

L’evento. Il 5 ottobre al Castello una singolare iniziativa per rilanciare cultura e gastronomia, due settori “colpiti” dal Covid: visita guidata con lo scultore Anvidalfarei e cena con lo chef Ghezzi 

di alessio pompanin
Pergine. Giocando con il titolo della mostra che fa da base a questo evento d’eccellenza, si potrebbe dire che incrociando due viandanti così, che peraltro sono due eccellenze della nostra regione, le papille gustative e le pupille sarebbero davvero deliziate. Perchè questo accadrà lunedì 5 ottobre, nel tardo pomeriggio e poi in serata, per le sessanta persone che vorranno approfittarne, in quello che è uno dei luoghi simbolici e storici di Pergine: il Castello. Saranno dunque Alfio Ghezzi – icona della cucina territoriale trentina e patròn degli spazi gourmet Senso e Alfio Ghiezzi Bistrot presso il Mart di Rovereto – e l’artista badiota Lois Anvidalfarei – uno dei più importanti rappresentanti della scultura contemporanea europea, autore dei bronzi della grande esposizione 2020 del Castello di Pergine – a unire le loro arti d’eccellenza per un evento unico, appunto a Castel Pergine.

Due forme d’arte in una sera

Con una visita alla mostra e una successiva cena gourmet, per gli amanti dell’arte della scultura e dell’arte della cucina, qui nella loro massima espressione, Ghezzi e Anvidalfarei uniranno sotto il titolo “Viandanti - Cena evento”, lunedì 5 ottobre, i loro talenti e amalgameranno la loro creatività per una serata davvero particolare, in un periodo non facile per la convivialità e lo stare insieme, che vuole essere un segnale di speranza per guardare fiduciosi al futuro.

Due settori che reagiscono

Cultura e gastronomia sono i settori tra i più duramente colpiti dalla pandemia legata al Covid, ma per una sera vogliono reagire esorcizzando la paura e uniscono le loro potenzialità - in tutta sicurezza anti Coronavirus - sotto il tetto del castello perginese, il maniero che è diventato simbolo del fare rete, della voglia della gente di riappropriarsi, con una grande iniziativa popolare, di un bene storico di enorme importanza, dando vita alla Fondazione CastelPergine Onlus che, giusto ricordarlo, nel 2018 ha acquistato il Castello e lo ha aperto alla comunità.

Visita guidata e poi la cena

Dunque il 5 ottobre dalle ore 17, a una visita alla mostra con una guida d’eccezione, lo stesso artista Lois Anvidalfarei che sarà accompagnato dalla poetessa badiota Roberta Dapunt, farà seguito una cena dove tradizione, innovazione e trentinità saranno gli elementi del menu elaborato dal grande chef Alfio Ghezzi. Sessanta i posti negli spazi del cinquecentesco Palazzo Baronale, che solitamente possono ospitarne il doppio, per un evento unico e in assoluta sicurezza per chi vorrà approfittare di un incontro unico fra arte e gastronomia o semplicemente godersi la mostra e il castello in un contesto inedito.

Il legame fra arte e cucina

Ghezzi ha pensato a un menù che incrocia, come si incrociano i viandanti, il carattere e le caratteristiche dei lavori scultorei di Anvidalfarei.

«I corpi scolpiti da Lois Anvidalfarei - così Alfio Ghezzi anticipa il menù pensato per quella serata -. che troviamo rannicchiati, accovacciati, sdraiati, nei diversi spazi del Castello di Pergine, sono figure viandanti che descrivono l’uomo in cammino sulla terra, pellegrino, e riecheggiano la condizione umana. Il Medioevo, che richiama il Castello, era un’epoca in cui l’alimentazione era il primo strumento per manifestare le differenze di classe, il prestigio, la ricchezza, il potere, ma qui involontariamente si viene riportati attraverso l’essenzialità/nudità/difficoltà del viandante errante, a un concetto originario di ospitalità: quella degli hostelli, case romiti, che fungevano da luoghi di assistenza per i pellegrini che vi potevano trovare cibi, carni secche, pesci in conserve, formaggi e salumi, ossia un modello alimentare che ricalcava quello contadino, semplice e sobrio. È proprio a questo modo di concepire il cibo essenziale e sobrio che riferirò il menu della serata, una cena che si lega al passato attraverso i sensi e i luoghi, ricordandone il valore sotteso alla potenzialità comunicativa del cibo, proprio come fannoi corpi fermati nelle sculture di Lois».

Il menù, che costa 60 euro comprensivi della degustazione di vini, si svilupperà su un aperitivo di benvenuto su segale, mortandela e miele, come uno smacafam e porcino di polenta; baccalà con sedano rapa e prezzemolo; zuppa di ceci e castagne; trota, salsa acida, carote e crescione; fagiano, funghi e cavolo riccio; torta di mele e salsa al Trentodoc DemiSec.

Prenotazioni con una mail a: bistrot@alfioghezzi.com.

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