La FC Val di Non è più «democratica» 

Fondo, modificato lo statuto. Tra le novità il limite di 9 anni per i mandati nel Cda e la possibilità di gestire esercizi pubblici


di Giacomo Eccher


FONDO. Con un voto all’unanimità, l’assemblea straordinaria dei soci della Famiglia Cooperativa Val di Non ha approvato le modifiche allo statuto sociale proposte dal consiglio di amministrazione. «Modifiche che vanno nella direzione di maggiore democrazia e trasparenza» - ha spiegato il presidente Tullio Francisci aprendo i lavori alla presenza del notaio Domenico De Pascale.

Tre le novità più significative: 1) l'ampliamento dell’oggetto sociale (art. 4) con la possibilità di "organizzare servizi accessori e complementari alla distribuzione" e "la gestione di esercizi pubblici per la somministrazione di pasti e bevande, anche alcoliche, quali bar, ristoranti, pizzerie, tavole calde, nonché centri sportivi, alberghi o strutture ricettive in genere"; 2) l'introduzione del limite di mandati (tre “pieni” per complessivi 9 anni consecutivi) per gli amministratori e severi limiti parentali tra membri del consiglio di amministrazione e dipendenti a tempo indeterminato, per eliminare qualsiasi conflitto di interesse possibile (art. 27); 3) la possibilità (non l'obbligo in esclusiva, come adesso) per la FC di aderire alla Federazione Trentina della Cooperazione o ad altra associazione di rappresentanza (art. 36).

«Modifiche che colgono istanze venute dalla base sociale e che avevamo promesso di esaminare e quindi se del caso adottare all'inizio del nostro mandato» - ha specificato Francisci ringraziando l'apposita commissione istituita dal Cda per elaborare le proposte.

Novità che riguardano anche la durata della società cooperativa fino al 30 settembre 2050 (art. 2); le modalità di convocazione dell’assemblea attraverso la stampa locale (art. 23) e la possibilità per i rappresentanti della Federcoop o di altra associazione di rappresentanza di intervenire in assemblea con diritto di parola ma non di voto (art. 25).

Il significato delle modifiche è stato spiegato dal presidente Francisci e quindi dal notaio anche con un fitto scambio di opinioni con un paio di soci intervenuti nel dibattito. Il socio Dalpiaz, di Salter ha dato atto al nuovo Cda di avere onorato le promesse per promuovere l’alternanza delle cariche elettive introducendo il limite dei mandati. Ricordando il significato dell’essere cooperazione in un sistema, quello trentino, che ha una storia ultrasecolare, ha chiesto che l’eventuale scelta di cambiare l’associazione di rappresentanza venga riservato specificamente ad un’assemblea straordinaria. Concetto sostenuto successivamente con forza anche da un socio di Ronzone che ha proposto un correttivo seduta stante perché con l’attuale formulazione la decisione farebbe capo al consiglio di amministrazione. Ad entrambi ha replicato il notaio escludendo, almeno per la seduta in corso, possibilità di modifiche al testo messo all’ordine del giorno. «Se il problema emergerà vedremo in seguito» - ha alla fine concluso Francisci, che ha quindi tranquillizzato la socia Lucia Donà (Fondo) sull’allargamento dell’oggetto sociale. «La FC non vuole certo far concorrenza ad attività già esistenti, le possibilità che abbiamo introdotto riguardano centri abitati carenti i servizi e per attività che non ci sono già». In conclusione il socio Zanon (Cles) ha lodato la volontà di ricambio tra i vertici della cooperativa e la chiarezza nelle assunzioni del personale invitando il consiglio a ricercare collaboratori in tutto il territorio di operatività della FC, e non solo in realtà circoscritte. Come detto alla fine le modifiche allo statuto proposte dal presidente Francisci sono passate all’unanimità.















Scuola & Ricerca

In primo piano