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Mustoni: «Orsi pericolosi? Vanno abbattuti, non rinchiusi in un recinto»

Parla il padre del progetto Life Ursus: «La riduzione degli esemplari non può essere la sola soluzione. I tecnici devono tornare protagonisti, in Trentino è mancata una comunicazione incisiva». Ieri il Parco Adamello Brenta ha incontrato i sindaci

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TRENTO. «Lo studio di fattibilità prodotto all’inizio del progetto Life Ursus non parlava di un numero massimo di orsi sul territorio. Ma di un numero minimo, di 40-60 esemplari e di possibilità di sviluppo numerico della popolazione in linea con quanto osservato fino ad oggi. Lo studio prevedeva anche la possibilità di rimuovere gli esemplari pericolosi e per me rimuoverli vuol dire solo una cosa: abbatterli. Non rinchiuderli in un recinto, una situazione triste a tutti i livelli». Così si è espresso Andrea Mustoni, responsabile della ricerca scientifica del Parco Adamello Brenta e fra i protagonisti del progetto Life Ursus, che in questi anni non è più intervenuto pubblicamente. Ieri sera (20 aprile), insieme al presidente del Parco Walter Ferrazza, ha incontrato i sindaci dei 30 Comuni del Parco.  

“L’orso – ha proseguito Mustoni - è un animale poco pericoloso, ma che in alcuni casi può diventarlo. I veri tecnici non hanno mai negato la possibilità di un’aggressione all’uomo. Lo studio di fattibilità posto alla base del Life Ursus e redatto nel 1998, prima dell’inizio del rilascio degli orsi sul territorio trentino, riporta chiaramente anche il fattore di rischio legato alle aggressioni all’uomo. Il documento elenca peraltro anche le misure da osservare per prevenire e limitare tali rischi. La comunicazione in Trentino non è stata incisiva, come la stessa Provincia auspicava fin dal 2002. Un Piano della comunicazione è stato elaborato solo nel 2016 e non è ancora stato realizzato nella sua interezza».

«Gestire animali selvatici – ha detto Mustoni - è un lavoro, una professione. Bisogna che ai tecnici venga dato nuovamente il ruolo che spetta loro e che supportino e aiutino con coraggio i politici a fare le scelte più corrette nell’interesse di tutti».

Ancora Mustoni: «Catturare e trasferire o addirittura abbattere 70 orsi mi sembra non praticabile. Non sono chiuso all’idea di diminuire il numero di orsi sul territorio. Inoltre, la diminuzione degli orsi non può essere intesa come la sola soluzione. Al contrario, devono essere perseguite tutte le strade possibili per diminuire la possibilità che si verifichino incidenti o situazioni sgradevoli. Un lavoro difficile ma fattibile se si curano anche i minimi particolari. Ed è necessario che gli esperti tornino ad avere un ruolo importante. È più oneroso in tutti i sensi correre ai ripari dopo che agire prima».













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