IL CASO

Medicina a Trento, gli infermieri perplessi sul progetto

Il presidente Daniel Pedrotti: "Il superinfermiere esiste già, manca il riconoscimento"



TRENTO. L'Ordine delle professioni infermieristiche di Trento (Opi) esprime «perplessità» sul progetto per l'istituzione di una Scuola di medicina in Trentino finalizzato alla risoluzione del problema della carenza di medici specialisti. Il progetto, scrive il presidente Daniel Pedrotti, è «ambizioso e di elevato profilo». Inoltre, prosegue la nota, «la partnership di varie università e enti di ricerca locali e nazionali rappresenta certamente un'opportunità, ma è necessario considerarne anche l'elevata complessità di governance».

L'Ordine degli infermieri ha però appreso «con stupore e rammarico che vi sono delle progettualità anche sulla formazione infermieristica, rispetto alle quali è mancato il coinvolgimento del nostro Ordine professionale, così come stupiscono alcune informazioni assolutamente imprecise contenute nel comunicato dell'Università».

In sostanza, precisa Pedrotti, la figura del «Super infermiere» proposto dall'ateneo esiste già: «Il master in Scienze infermieristiche avanzate proposto, che all'estero corrisponde al Master of science in nursing, in Italia è già presente e corrisponde alla laurea magistrale».

In Trentino già molti infermieri sono in possesso di titoli accademici post laurea e, afferma ancora il presidente degli infermieri trentini, «quello che manca è il riconoscimento di tali elevate competenze e dell'elevata qualificazione attraverso la creazione di appropriate opportunità di sviluppo di carriera in ambito clinico, formativo e organizzativo universalmente riconosciute come direttamente correlate al miglioramento degli esiti di salute dei cittadini».













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